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Annusare con i nostri occhi

Poter leggere la descrizione di un odore influenza la sua percezione.
Secondo Simona Manescu e Johannes Frasnelli del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Montreal, un odore viene giudicato in modo diverso a seconda che la sua descrizione avvenga in termini positivi o negativi.
In pratica il medesimo odore viene percepito come più gradevole se è accompagnato da una descrizione piacevole rispetto a quando è presentato con una descrizione sgradevole. Per dirla in altro modo, alla valutazione di un odore partecipano anche i nostri occhi.
Lo studio che lo dimostra è stato recentemente pubblicato sulla rivista Chemical Senses* (Oxford University Press). Gli Autori, hanno reclutato 50 partecipanti che sono stati invitati ad annusare gli odori di quattro odoranti (olio essenziale di pino, geraniolo, cumino, formaggio parmigiano ). Ogni odore è stato somministrato attraverso una maschera in modo casuale, mentre su uno schermo di computer appariva contemporaneamente una “etichetta” descrittiva delle caratteristiche (in modo positivo o negativo). In questo modo, l’olio di pino è stato presentato con l'etichetta “Aghi di pino” oppure con l'etichetta di " Vecchio solvente ", il geraniolo è stato presentato con l'etichetta "Fiori freschi" o con quella" Profumo dozzinale"; il cumino è stato presentato con l'etichetta "Cibo indiano " o " Abiti sporchi” e, infine, il parmigiano è stato presentato con l'etichetta “Formaggio parmigiano” oppure “Vomito secco”.
Il risultato è stato che tutti i soggetti hanno valutato come gradevoli i quattro odori presentati con descrizioni positive e come sgradevoli quelli descritti in termini negativi. Addirittura i partecipanti hanno correlato gli odori più piacevoli alla buona commestibilità, anche nel caso di odori certamente non connessi con il cibo. Al contrario, gli stessi odori considerati sgradevoli perché associati a descrizioni negative sono stati percepiti anche come odori di alimenti immangiabili (anche se in realtà provenivano da spezie o da buon cibo, come il parmigiano). Questo dimostra che la percezione degli odori non è oggettiva ed è influenzata dall'interpretazione cognitiva che si verifica dopo la visione di una etichetta illustrativa, conclude uno degli Autori. L’odore infine influenza la percezione di commestibilità, anche in caso di provenienza non alimentare: quest’ultima indica che questo tipo di percezione legata ad un odore può essere manipolata da una descrizione, e che la percezione olfattiva dipende da un processo cognitivo in cui anche la visione e l’elaborazione di un messaggio rivestono un ruolo significativo.

* Manescu S, Frasnelli J, Lepore F, Djordjevic J. - Chem Senses. 2014 Feb;39(2):167-75. doi: 10.1093/chemse/bjt066. Epub 2013 Dec 13.