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Compromissione del benessere psicologico

Compromissione del benessere psicologico in giovani e in adulti di mezza età con perdita profonda della vista: che fare?

È stato recentemente pubblicato un interessante studio condotto da ricercatori di Dipartimenti di oculistica americani, neozelandesi e canadesi (*) allo scopo di valutare gli effetti della perdita profonda della vista in adolescenti, giovani adulti ed in soggetti di mezza età in relazione al tono dell’umore, alla capacità di interagire con le persone e agli obiettivi di lavoro.
Contemporaneamente sono stati valutati quali interventi possono essere posti in atto per migliorare il benessere psicologico, in particolare quali ausili sono stati giudicati più efficaci dai soggetti interessati e quale supporto emotivo è stato fornito.
La casistica era costituita soggetti sofferenti di neuropatia ottica ereditaria di Leber di cui una metà (49.5%) dei 103 partecipanti allo studio soffriva di depressione clinicamente significativa e circa 2/3 dei casi manifestava scarsa capacità nello stabilire relazioni interpersonali positive. Lo scadimento del benessere psicologico aumentava con l’età, soprattutto dopo i 30 anni (il fenomeno era particolarmente evidente nei gruppi di età 31/40 anni e 41/65 anni, senza differenze significative tra loro).
Per quanto riguarda i fattori in grado di sostenere e migliorare il benessere psicologico - che a sua volta facilita le buone relazioni interpersonali - risultava riconosciuto il ruolo positivo del supporto emotivo svolto dall’oftalmologo (nel 32.0% della casistica) o dalla figura del neurooftalmologo (nel 20.4% dei casi). In minor misura sono stati contattati con risultati giudicati comunque apprezzabili uno psicologo (nel 19.4% della casistica) o uno psichiatra (nell’11.4% dei casi).
Per quanto concerne gli ausili usati con maggiore soddisfazione al fine di aumentare la qualità della vita il 68% dei soggetti partecipanti allo studio ha valutato soggettivamente in modo positivo la scelta di un ausilio elettronico, il 13.6 ha scelto un ausilio non elettronico. Il 18.4% del gruppo non ha optato per nessun sistema di ausilio.
Oggettivamente l’indice finalizzato alla misura del benessere sociale risultava più elevato nei soggetti che hanno riferito di ricorrere agli ausili elettronici (utilizzati dai più giovani, di età media 24 + o meno- 7.5 anni) rispetto a chi usufruiva di ausili non elettronici o non ne usufruiva affatto (età media 41 + o – meno 14.6 anni).
In ogni caso, dopo standardizzazione per età, l’indice di benessere sociale rimaneva significativamente più elevato tra i soggetti che usufruivano di ausili elettronici rispetto a quelli che non li usavano.

(*) Garcia G.A., Khoshnevis M., Gale J., Frousiakis E., Hwang T.J., Poincenot L., Karanjia R., Baron D., Sadun A.A. – Profound vision loss impairs psychological well-being in young and middle-aged individuals – Clinical Ophthalmology 2017: 11, 417-427.