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Dieta e rischio di degenerazione maculare retinica senile

Una alimentazione ricca di carotenoidi ha una forte azione protettiva contro la degenerazione maculare senile.

Una nuova ricerca (*) aggiunge ulteriori prove sul rapporto tra consumo di cibi ricchi di carotenoidi, in particolare luteina e zeaxantina (**) e diminuzione del rischio di sviluppare una degenerazione maculare retinica in età senile (AMD).
Nonostante fosse già riconosciuta una forte plausibilità biologica sull’effetto protettivo dei carotenoidi, gli studi epidemiologici e clinici finora condotti sembravano dimostrare una correlazione piuttosto debole tra degenerazione maculare e dieta.
Quest’ultima ricerca è stata condotta su una coorte di circa 100.000 cittadini degli Stati Uniti di età superiore a 50 anni che all’inizio dello studio erano esenti da degenerazione maculare retinica, diabete mellito, patologie cardiovascolari e da cancro. Nel corso di oltre 25 anni di osservazione sono stati diagnosticati 1361 casi di maculopatia di media gravità e 1118 casi di maculopatia avanzata.
Durante il lungo periodo di osservazione è stato periodicamente rilevato tramite questionario il tipo di alimentazione attraverso la cui conoscenza sono stati stimati gli apporti di carotenoidi alimentari. Mettendo poi in relazione la patologia riscontrata con la concentrazione plasmatica stimata di carotenoidi (luteina e zeaxantina) assimilati con la dieta si è notato che nel gruppo che presentava le di più alte concentrazioni è stata rilevata in entrambi i sessi una riduzione del rischio di maculopatia avanzata pari ai circa il 40%. Una riduzione del rischio pari a percentuali comprese tra 25% e 35% si è osservata anche in relazione alle più alte concentrazioni plasmatiche stimate di altri carotenoidi, in particolare beta-criptoxantina, alfa-carotene e beta-carotene. Non è invece stata identificata una correlazione tra carotenoidi (stimati come concentrazione plasmatica o come apporto stimato con la dieta) e casi meno gravi di degenerazione maculare retinica.
I ricercatori concludono che un più elevato apporto di luteina/zeaxantina biodisponibili è associato ad una rilevante diminuzione del rischio di sviluppare maculopatie degenerative gravi e dato che anche altri carotenoidi sono associati ad una diminuzione del rischio può essere importante sviluppare strategie di sanità pubblica che contribuiscano ad incrementare il consumo dell’ampia gamma di vegetali e di frutta che oggi può comparire sulla nostra tavola.

(*) J. Wu, E. Cho, W. C. Willett, S. M. S, D. A. Schaumberg - Intakes of Lutein, Zeaxanthin, and Other Carotenoids and Age-Related Macular Degeneration During 2 Decades of Prospective Follow-up – JAMA Ophtalmology, ONLINE FIRST 08, 2015
Doi:10.1001/jamaophtalmol.2015.359.