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Glaucoma e attività fisica

Nel glaucoma una maggiore attività fisica è associata da una più lenta perdita del campo visivo

Un gruppo di ricercatori (*) sostiene che le patologie visive negli anziani possono essere dovute alla presenza di oculopatie, in particolare di degenerazione maculare retinica o glaucoma, ma il deficit può essere condizionato da altre situazioni patologiche interferenti, quali deficit cognitivi che, a loro volta, possono condizionare il deficit visivo. Nessuno studio è stato in grado di chiarire se la riduzione della capacità visiva possa dipendere solo dalla patologia strettamente visiva (in particolare glaucoma e degenerazione maculare retinica) o se vi sia un ruolo significativo della presenza di deficit cognitivi a monte del deficit visivo.
Allo scopo sono stati esaminati 141 adulti di età media di 65 anni o più anziani affetti da degenerazione maculare retinica (AMD), glaucoma o visione normale nei quali si è misurata la fatica attraverso l’uso di contapassi.
I soggetti affetti da glaucoma hanno mostrato nei test cognitivi i punteggi più bassi che possono dipendere dalla memoria di lavoro e da quella verbale. Se confermati negli studi longitudinali dovrebbero anche essere sviluppati interventi di sostegno per rallentare il declino cognitivo a sostegno dall’ipovisione.
L’aumento della camminata, il maggiore tempo trascorso a fare attività fisica da moderata a vigorosa e più tempo dedicato in attività non sedentaria sono stati associati a tassi più lenti di perdita di campo visivo; con ulteriori 5000 passi giornalieri o 2,6 ore di attività fisica non sedentaria che hanno diminuito il tasso medio di perdita di campo visivo del 10%.

(*) Moon Jeong Lee, Jiangxia Wang, David S. Friedman, Michael V.Boland , Carlos G. De Moraes, Pradeep Y. Ramulu