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Gli integratori vitaminici

Chi ha bisogno di integratori vitaminici?

Le seguenti informazioni sono state estratte e liberamente tratte e riassunte dalla pubblicazione “Supplements Who needs them?” edita nella collana “Choices” curata dal National Health Service inglese (A Behind the Headlines report – June 2011). 

Cosa sono gli integratori alimentari?
Il termine integratore dietetico o nutrizionale include ogni prodotto che ha lo scopo, appunto, di integrare la dieta fornendo principi nutrienti addizionali che potrebbero non essere presenti nella dieta oppure ingeriti in quantità insufficiente. Gli integratori attuali non sono solo quelli che contengono vitamine o minerali, ma anche erbe, aminoacidi, enzimi, fibre e acidi grassi; vengono commercializzati in forma di compresse, capsule, polvere, bevande o in barrette. Si possono trovare nei supermercati, nelle farmacie, nei negozi di alimenti salutari e, naturalmente, in internet.
Molti integratori sono classificati attualmente come alimenti piuttosto che come medicine, pertanto non rispondono ai controlli e alle normative sulla sicurezza e sulla efficacia cui sono sottoposti i farmaci prima di essere messi in commercio.
Altri integratori sono classificati e normati come medicine se riportano effetti e modalità d’uso: ciò vuol dire che prodotti differenti che contengono lo stesso ingrediente attivo principale possono avere classificazioni differenti, alcuni come alimenti altri come farmaci.

Chi assume integratori e perché?
La gente acquista integratori per tutta una serie di ragioni, generalmente correlate alla sua salute:
spera di acquisire una maggiore vitalità, limitare i segni dell’età, vivere più a lungo, ridurre fortemente il rischio di sviluppare malattie croniche o curare specifici disturbi, come l’artrite.
Statistiche del Regno Unito riportano che un terzo dell’intera popolazione nazionale assume integratori vitaminici, minerali o dietetici quasi tutti i giorni e che circa il 15% delle persone riferisce di averne assunto “alte dosi” durante l’ultimo anno; la motivazione principale è costituita dal desiderio di migliorare la salute generale e il benessere psico-fisico. I consumatori sono costituiti più da donne che da uomini, da persone anziane o in condizioni mediocri di salute, ma anche dai bambini (più della metà delle casalinghe con figli somministra loro un integratore vitaminico o minerale ed un quinto di loro lo fa assumere nella formulazione per adulti).

Le vitamine sono vitali, ma sono costituite da pillole?
Il corpo umano ha bisogno delle vitamine per funzionare regolarmente e mantenersi in salute, ma per svolgere le loro vitali e indispensabili azioni ne bastano piccolissime dosi.
Per mantenerci in salute abbiamo bisogno di 13 vitamine: la A, la C, la E, la K e le 8 del gruppo B.
Ciascuna esercita nel corpo una specifica funzione: la vitamina C contribuisce a mantenere “sane” le cellule, la vitamina A svolge un ruolo positivo sulla capacità visiva e sull’integrità della pelle, la vitamina D collabora alla regolazione del calcio ed è essenziale per avere ossa e denti forti, la vitamina E è necessaria al mantenimento delle delicata struttura delle cellule del corpo. Con pochissime eccezioni (niacina e vitamina D) il nostro corpo non è in grado di autoprodurle, il che significa che dobbiamo procurarcele da altre fonti, come ad esempio gli alimenti.
Se i livelli di certe vitamine diventano scarsi si può sviluppare una malattia da deficienza. Tipico è il caso dell’insufficienza di vitamina D che porta al rachitismo infantile.

Ma qual è il modo migliore per assumere vitamine a sufficienza?
Non c’è dubbio che per la stragrande maggioranza delle persone il miglior modo per assumere le vitamine necessarie è quello di avere una dieta varia ed equilibrata, che include: abbondanza di frutta e verdura, una buona quantità di cibi amidacei come pane, riso, pasta e patate, un po’ di latte e di latticini, un po’ di carne, pesce, uova, fagioli e altri alimenti proteici non derivati dal latte. Vanno invece ridotti al minimo cibi e bevande ricchi di grassi e/o di zucchero. La dieta è insufficiente invece a garantire un congruo apporto di vitamina D, perché la quasi totalità è prodotta dal corpo umano, sotto la cute esposta ai raggi solari.

Necessità di integrare la dieta con vitamine
La necessità di ricorrere a supplementi di vitamine deve essere valutata dal medico, relativamente alle carenze che possono manifestarsi in età o in condizioni particolari di salute.
Al di fuori di specifiche situazioni cliniche, l’acquisto di integratori vitaminici diventa una spesa totalmente inutile per aumentare livelli di vitamine già raggiunti con una normale alimentazione.

Vitamine come antiossidanti
Nonostante sia noto da tempo che la grande maggioranza delle persone colma il fabbisogno vitaminico giornaliero con la normale alimentazione, in questi ultimi anni è cresciuto un particolare interesse su integratori in grado di fornire alte dosi di vitamine “antiossidanti”.
Il termine è diventato una specie di tormentone che è attribuito ai più svariati prodotti per indicare che costituiscono una buona fonte di antiossidanti.
In effetti alcuni studi di laboratorio hanno dimostrato che certe vitamine, in particolare la A, la C e la E (così come il selenio, un oligoelemento), possono “spazzare via” i radicali liberi che si formano all’interno delle cellule e che innescano reazioni chimiche di ossidazione in grado progressivamente di danneggiarle con l’avanzare dell’età.
Siccome alcuni studi hanno mostrato come un più elevato consumo di vegetali e di frutta ricchi di sostanze antiossidanti sia associato ad un ridotto rischio di sviluppare malattie cardiache, si è concluso che l’assunzione di integratori con funzione antiossidante potrebbe rallentare il processo di invecchiamento, ridurre il rischio di andare incontro a malattie croniche e a mortalità precoce.

Gli integratori vitaminici come funzionano realmente?
Lo stato attuale delle conoscenze derivate dagli studi epidemiologici condotti su vaste popolazioni non fornisce le prove e le rassicurazioni che vorrebbero avere le numerose persone che assumono integratori vitaminici.
In particolare non si è rilevato alcun calo della mortalità dei soggetti che fanno uso di antiossidanti (sia in quelli sani sia nei soggetti malati). Anzi: i risultati relativi agli effetti sulla salute delle vitamine A,E e beta-carotene assunti ad alte dosi suggeriscono che ci possa essere un incremento, anche se piccolo, del rischio di morte.
Sulla base dei dati raccolti si è inoltre convenuto di prestare la massima attenzione sugli effetti potenzialmente negativi di questo tipo di integratori.
Sempre alla luce delle conoscenze attuali vi è stato nella comunità scientifica anche un ripensamento sul ruolo dei radicali liberi, la cui eliminazione dal corpo potrebbe interferire con “i meccanismi difensivi” essenziali.
In assenza di dettagliate conoscenze sul modo in cui l’organismo bilanci le varie azioni che si generano per la difesa complessiva dello stato di salute, sembra proprio che una buona dieta equilibrata sia la scelta più corretta per assicurare l’apporto sufficiente di sostanze antiossidanti.

Gli integratori vitaminici possono essere nocivi?
È dato quasi per scontato che l’assunzione di vitamine non faccia alcun male e, al massimo, non produca alcun effetto visibile, a fronte di una perdita modesta di denaro.
Ma non è proprio così. Sebbene le quantità di vitamine e di minerali che si trovano nella maggior parte degli integratori siano considerate sicure, livelli molto elevati possono essere pericolosi (e se qualcuno usa gli integratori in grandi quantità e per lunghi periodi è possibile che vada incontro a qualche danno per la salute). Ad esempio si è rilevato che il beta-carotene, trasformato nel nostro organismo in vitamina A con effetto benefico anche sugli epiteli, assunto in alte dosi incrementa il rischio di sviluppare un cancro dei polmoni nei forti fumatori e nei soggetti che sono stati esposti a livelli elevati di fibre di amianto disperse nell’aria. Elevati livelli di niacina (vitamina B3) in alcuni individui possono provocare fastidiosi arrossamenti cutanei. Troppa vitamina B6 può portare una perdita di sensibilità nelle braccia e nelle gambe. L’assunzione di 1 grammo di vitamina C al giorno può causare dolore addominale e episodi diarroici.
È anche utile ricordare che alcune vitamine sono solubili in acqua ed altre nei grassi. Quelle solubili in acqua – le 8 vitamine B e la vitamina C – sono utilizzate rapidamente nel corpo umano e le quantità in eccesso sono eliminate con le urine, senza essere accumulate. Per tale motivo gli integratori alimentari che contengono alte dosi di vitamine solubili in acqua possono essere considerati uno spreco di denaro che se ne va via rapidamente tirando l’acqua del water.
D’altra parte le vitamine solubili nel grasso – la A, la D, la E e la K – sono depositate nel fegato e nei tessuti grassi. Le quantità in eccesso rispetto al fabbisogno vengono accumulate nel corpo e possono provocare una ipervitaminosi, vale a dire un avvelenamento da vitamine.

In conclusione:
(*) fabbisogno giornaliero di vitamine e minerali, facilmente rilevabile in internet.