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Il pesce nella dieta mediterranea allunga la vita

Come è noto con la dieta mediterranea si assumono molta verdura e frutta, poca carne rossa, pochissimo vino: le proteine vengono preferenzialmente fornite dai vegetali, come ceci, fagioli, lenticchie, ecc., dal pollame (carni bianche) e dal pesce.
A proposito di quest’ultimo, un gruppo di esperti della Harvard School of Public Health nel corso del 2013 ha concluso e pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine uno studio molto interessante sul ruolo giocato dal grasso del pesce nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Il ruolo favorevole degli acidi grassi Omega3 contenuti nella carne di pesce sulla salute del cuore è già riconosciuto da tempo, ma il gruppo di ricerca è il primo ad avere esaminato e dimostrato il legame diretto tra la quantità di acidi grassi presenti nel sangue e la mortalità per malattie cardiovascolari.

Gli esperti hanno studiato per 16 anni le cartelle cliniche di 2700 adulti sani di età uguale o superiore a 65 anni effettuando, sui partecipanti allo studio, prelievi di sangue, esami clinici e tests diagnostici.
Si è osservato che le persone che avevano nel sangue alti livelli di acidi grassi Omega3 hanno avuto la minore probabilità di morire prematuramente di malattie cardiache: in totale infatti la loro probabilità di morire per malattia coronarica, aritmia cardiaca, ictus si è dimostrata ridotta di circa il 30% rispetto a coloro che avevano livelli più bassi.

Lo studio conferma l’importanza di assumere acidi grassi Omega3 attraverso il consumo di pesce, ma fornisce anche un suggerimento importante: il consumo di pesce grasso ( come sgombro, sardine, salmone) almeno due volte alla settimana è in grado di innalzare il loro livello nel sangue riducendo perfino in età avanzata il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari mortali.