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Ipovisione, genitori e figli

Genitori e figli concordano sull’ipovisione?

Un gruppo di ricercatori (*) si è posto l’obiettivo di verificare se la percezione della funzione visiva (FV) e della qualità della vita (LVQoL) segnalate dai propri figli collima con quella dei genitori.
A tale scopo sono stati predisposti due nuovi questionari per esplorare la percezione soggettiva della funzione visiva e della relativa qualità della vita.
Hanno partecipato allo studio 99 bambini di età compresa tra 10 e 15 anni (età media 12.2 +- 1.9) con la migliore acuità visiva corretta (logaritmo dell’angolo di risoluzione minima) pari a 0,50 o peggio nell’occhio migliore.
A bambini e genitori è stato inviato il questionario specifico per stabilire la qualità della visione funzionale e la qualità della vita. Il grado di accordo (tra le risposte dei figli e quelle dei genitori) è stato valutato con il test di Bland Altman (BA), test per la valutazione di concordanza delle risposte.
Le variazioni tra i principali aspetti socio-demografici e le caratteristiche cliniche sono stati valutate utilizzando il coefficiente di correlazione.
Le valutazioni dei genitori sul livello della Visione Funzionale e della Qualità della Vita dei loro figli si sono dimostrate significativamente inferiori a quelle formulate dai loro bambini, ma con un margine di disaccordo piuttosto ampio, a volte sovrastimandole o sottovalutandole (sia la LVQoL, sia la FV, ma soprattutto sottostimando più costantemente il valore della funzione visiva). Il grado di disaccordo sulla media del punteggio BA pari a – 11,8.
Si sono registrate anche diversità di accordo sul livello di visione, sul periodo in cui sono comparsi i sintomi dell’ipovisione e sulla progressione della stessa.
Nelle conclusioni dello studio si sottolinea il fatto che i bambini ipovedenti e i loro genitori percepiscono in modo molto differente tra loro l’impatto complessivo del vivere con ipovisione.
Diviene quindi importante l’acquisizione periodica delle informazioni clinico-funzionali raccolte da bambini e genitori in modo indipendente gli uni dagli altri, in modo da valutare più correttamente l’impatto dell’ipovisione infantile e l’impostazione appropriata di eventuali interventi. 

(*) Tadic V., Cumberland P.M., Lewando-Hundt G., Rahi J.S., on behalf of the vision-related quality of life group – Br.J. Ophthalmol. 2017; 101: 244-250.