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La lunghezza delle ciglia mantiene gli occhi sani

Molti mammiferi, dal riccio alla giraffa, hanno ciglia con una caratteristica identica a quella riscontrabile nell’uomo: la loro lunghezza è pari ad un terzo della larghezza dell’occhio, ma la loro funzione è rimasta a lungo sconosciuta.
In uno studio pubblicato recentemente (*) è stato dimostrato attraverso l’utilizzo della galleria del vento che la lunghezza delle ciglia, nel rapporto ottimale di uno a tre rispetto alla larghezza dell’occhio, riduce la deposizione di particelle sospese sulla sua superficie e la evaporazione del film lacrimale, deviando in modo ottimale il flusso d’aria e svolgendo così un’azione protettiva. Ogni variazione della lunghezza – ciglia più corte o più lunghe – modifica il flusso d’aria attorno agli occhi e veicola più polvere sulla superficie. Nel caso di ciglia più corte l’ effetto sul flusso è modesto. Ma se le ciglia sono più lunghe, come succede se si indossano ciglia finte o si usa un make-up pesante, si verifica un effetto “incanalamento” dell’aria – e delle particelle che trasporta - verso l’occhio creando una maggior evaporazione della superficie oculare e quindi una riduzione dell’umidità, con il possibile conseguente rallentamento della rimozione delle microparticelle presenti. Questo effetto non positivo viene ridotto se le ciglia finte sono di densità sufficiente, anche se la lunghezza complessiva supera il rapporto di un terzo.
I dati di questa ricerca, secondo gli autori, potranno essere utili anche per la produzione di schermi di protezione innovativi con “effetto ciglia” per la difesa dei sensori ottici di strumentazioni usate in ambienti polverosi.

(*) G.J. Amador, W. Mao, P. DeMercurio et al. – Eyelashes divert air flow to protect the eye – J.R.S. Interface, 2015, 12, 105.