ALTO CONTRASTO -a +A

Ruolo della visione nelle cadute ricorrenti dell'anziano

Nel 2012 è stata pubblicata su Current Gerontology and Geriatrics Research un interessante lavoro di analisi sistematica di tutte le ricerche scientifiche condotte negli ultimi trent’anni sul tema del rapporto tra disturbi della vista e cadute accidentali negli anziani.
I disturbi visivi, in particolare quelli che riducono la capacità di percepire i dettagli dell’ambiente circostante, alterano il fisiologico controllo della postura e quindi facilitano le cadute, specialmente quelle ricorrenti (più volte all’anno).
Le strategie per prevenire il fenomeno si devono quindi basare sulla conoscenza di quali alterazioni visive siano maggiormente in grado di influenzare negativamente il controllo posturale e di quali controlli oculistici siano più adatti per rivelarne la presenza.
Dalla rassegna della letteratura emergono secondo gli autori prove convincenti del ruolo come fattori di rischio per cadute ripetute sia la scarsa percezione della profondità dell’ambiente circostante (stereoacuità) sia la scadente acuità visiva in situazioni di basso contrasto luminoso.
Altri fattori di rischio potrebbero essere rappresentati dalla diminuzione dell’acuità visiva avvenuta in tempi piuttosto rapidi e con perdita di campo visivo (discrepant vision), ma sul loro ruolo non emergono finora prove certe, per cui necessitano ulteriori studi.
Ulteriori studi sono altresì necessari per stabilire quali tipologie di accertamento siano meglio correlate al rischio di cadute ripetute, perché gli studi esaminati hanno dato risultati controversi.
Gli autori concludono segnalando la necessità che si possano rendere disponibili test di funzionalità visiva facilmente eseguibili anche in strutture di sanità di base e che il controllo oculistico vada comunque eseguito nelle persone che hanno avuto una caduta con lesioni per prevenirne altre.

Salone L., Kivela S-L – Eye Disease and Impaired Vision as Possible Risk Factors for Recurrent Falls in the Aged: A Systematic Revue – Current Gerontology and Geriatrics Research, 2012, doi: 10.1155/2012/271481