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SI E’ CHIUSO A NOGAREDO IL PERCORSO SU ARTE E CECITA’

n approcciomultisensoriale che ha permesso a tutti di scoprire nuovi linguaggi affidandosi alla creatività per creare strumenti di comunicazione universali
L’arte come mezzo per superare i propri limiti. Erano in molti domenica a Nogaredo per la Tavola rotonda a chiusura della serie di eventi sui temi della cecità, della percezione e della creatività. Nella giornata conclusiva, per parlare di percezione multisensoriale non focalizzata sulla vista, insieme a Osvaldo Maffei, Silvia Sasso Costanza Soprana, Roberto Bottini, Giorgia Pizzini, Simone Cargnoni e Massimo Pumilla c’era un folto pubblico di professionisti, giovani e famiglie che hanno anche visitato lastra allestita nella Sale delle Vele di Palazzo Candelpergher. Tutto è cominciato a partire dalla considerazione che i “neuroscienziati hanno iniziato ad occuparsi della percezione artistica adottando un’ottica multisensoriale, che sta contribuendo a rivelare affinità e divergenze intorno ai meccanismi cognitivi e percettivi alla base delle nostre valutazioni estetiche”. Ecco allora prendere forma l’idea di portare all’attenzione del pubblico un tema così interessante, un’idea fortemente sostenuta dall’assessore Alberto Scerbo, che ha così reso possibile l’esposizione contemporanea della mostra di fotografia di Simone Cargnoni, assieme alla mostra di opere tattili ed al percorso sensoriale. La mostra fotografica sulla vita di Massimo Pumilia, cieco da qualche decennio. È stata curata dall’associazione Multiverso di Villa Lagarina e concludeva il ciclo di tre incontri nei quali si è parlato di arte e fotografia; la sezione dedicata Gaufrage (stampe in rilievo) di Osvaldo Maffei e Maurizio Marinelli, assieme ai libri tattili di Silvia Sasso, hanno permesso di affrontare un’esperienza propedeutica al percorso sensoriale al buio, curato da Circolo Ricreativo di Sasso, rendendo possibile a tutti i partecipanti di sperimentare cosa significhi stare al buio totale. Infine, con la degustazione al buio curata da Irifor, non sono mancate le delizie del palato e dell’olfatto. Una serie di iniziative frutto della sinergia di numerosi collaboratori coadiuvati da enti e associazioni locali, fra cui il tavolo giovani destra Adige, il Liceo Artistico Depero, il gruppo anziani Nogaredo, le scuole, le loro guide volontarie, il Circolo ricreativo di Sasso e molti altri. “E’ difficile riassumere in poche righe i contenuti e soprattutto le emozioni provate nel confronto con gli esperti invitati” commenta Maffei nello spiegare i vari contributi: “Il ricercatore Roberto Bottini (CiMec) ha illustrato quanto i processi mentali amplifichino le nostre potenzialità; Silvia Sasso come i bambini utilizzano il tatto per esplorare il mondo e sviluppare la comunicazione, la motricità fine, la coordinazione”. I libri tattili di Silvia Sasso come i Gougrage di Marinelli e Maffei, sono utili non solo ai non vedenti: “tutti possiamo goderne la bellezza inaspettata perché scoprire un nuovo linguaggio è come esplorare nuovi territori”. Continua Maffei: “Simone Cargnoni ha scelto i propri soggetti con estrema libertà, perchè, come lui stesso affermo, non si dovrebbe esplicitare l’ ”atto” senza che ciò rompa la magia che si crea nella relazione osservato-osservato-re”. Infine l’arte inclusiva, che permette ai ciechi di percepire le opere, ma anche e soprattutto di crearle. La testimonianza diretta di Giorgia, protagonista del << Il Colore dell’ erba>>, primo film per vedenti e non vedenti, e la capacità e sonora del fisarmonicista Massimo lo hanno dimostrato chiaramente a chi ha partecipato all’iniziativa: fare arte può essere lo strumento migliore per permettere a chiunque di esprimersi superando i propri limiti.