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GUIDA AL BUIO, SFIDA VINTA

Un’idea nata dall’incontro di Frigerio e Cassioli
Guida al buio, un’esperienza da vivere. E può sembrare strano, ma proprio senza la vista è possibile migliorare la propria sicurezza alla guida, oltre che regalare un sogno a coloro i quali sono totalmente (o quasi) privi di un senso così importante. Il progetto della guida al buio è arrivato ieri per la prima volta nella nostra Regione, ospitato da <<Drive Ok – Guida sicura in Trentino>>. Un’idea nata dall’intuizione vincente di Omar Frigerio (pilota istruttore) e dalla voglia di mettersi al volante di Daniele Cassioli, ventidue volte campione del mondo di sci nautico e cieco dalla nascita. I due, dopo svariati mesi di prove in una specifica pista, si sono resi protagonisti di uno straordinario Guinnes World Record, girando all’interno del tracciato sfiorando i 110/120 chilometri orari e battendo un tempo imposto. Un primo esperimento conclusosi con risultati sorprendenti e positivi, primo passo verso i successivi sviluppi dell’intero progetto.
<<Eventi e storie come queste ci permettono di capire che la disabilità è un punto di partenza, non di arrivo – ha sottolineato il pilota ed istruttore Renato Gaggio, impegnato ieri nella guida al buio insieme a persone ipovedenti e non vedenti. – Un record straordinario quello di Cassioli e Frigerio, una grande impresa che ha dimostrato anche l’approccio vincente della guida al buio. Siamo all’interno di una macchina senza poter utilizzare la vista, ma acutizzando tutti gli altri sensi e facoltà.
Dal tatto all’udito, dalla parte emotiva a quella puramente motoria. Una tecnica utilizzata anche per imprimere maggiore sicurezza in coloro i quali ne hanno poca al volante>>. Si perché la guida al buio ha dato origine ad una vera e propria terapia (la Gab Therapy per l’appunto), fondamentale per ridurre l’ansia in coloro i quali sono affetti dall’amaxofobia. La paura, quest’ultima, di condurre un qualsiasi mezzo di trasporto spesso dovuta al coinvolgimento di persone care in un incidente stradale. E la terapia ha per ora prodotto risultati straordinari, dato che come detto in livelli d’ansia delle persone, registrati durante la guida, andavano effettivamente a ridursi.
Ma la guida al buio non deve essere pensata esclusivamente per coloro i quali hanno difficoltà visive. Anche chi vede perfettamente può infatti provarla, capendo che nella vita di tutti i giorni si può essere distratti da tantissimi fattori cellulari in primis) che, di fatto, <<oscurano>> la visuale sulla strada.