ALTO CONTRASTO -a +A

Trento: pranzo al buio, i consiglieri sperimentano la vita senza luce

mercoledì, 13 marzo 2019 Trento – Il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e colleghi ospiti di Abc Irifor Onlus in via Malvasia. Pranzo al buio, i consiglieri sperimentano la vita senza luce. Per capire veramente cosa si prova a non avere il dono della vista, non c’è che provarlo sulla propria pelle. E’ il senso dei “pranzi al buio” che la cooperativa Abc Irifor di Trento propone regolarmente, come forma di sensibilizzazione sociale attorno alle problematiche dei non vedenti. Su sollecitazione del consigliere provinciale Denis Paoli, il presidente del Consiglio Walter Kaswalder ha volentieri promosso uno di questi particolarissimi incontri, invitando a partecipare i colleghi. Nella pausa dei lavori d’aula di oggi, un folto gruppo di consiglieri ha dunque raggiunto la sede della Onlus in via Malvasia, “immergendosi” nel mondo in cui non c’è più luce. Con Kaswalder c’erano l’assessora Segnana e i consiglieri Paoli, Cia, Manica, Ferrari, Dalzocchio, Job, Moranduzzo, Cavada, Coppola, Ghezzi, Guglielmi, Marini, Masè, Ossanna, Ambrosi, Demagri e Rossato. Ad accoglierli c’era il consigliere di Abc Irifor, Lorenzo Andreatta, in rappresentanza del direttore Ferdinando Ceccato – assente per lutto – e del presidente Fernando Cioffi. L’esperienza è stata di quelle che lasciano il segno: a gruppi di cinque – toccandosi sulla spalla a formare una sorta di “cordata” – i consiglieri sono passati nella sala da pranzo totalmente buia. Assistiti e serviti ai tavoli con grande cortesia da Giovanni e Giuseppe, non vedenti della cooperativa, gli ospiti hanno sperimentato – per il tempo di un intero pasto, dalla sfoglia al dolce – cosa significa infilzare la pietanza con le posate, portarla alla bocca, raggiungere il bicchiere e versarsi da bere. L’impatto – credeteci – non è dei più agevoli e occorre “prendere le misure”: i suoni si amplificano, il buio totale disorienta, non si apprezza la spazialità che ci circonda, si deve imparare a relazionarsi con gli altri attraverso modalità nuove. I consiglieri provinciali hanno apprezzato e per tutti l’ha manifestato ai padroni di casa il presidente Kaswalder, ricordando che l’esperienza diretta e personale, come in tutte le cose, fa la differenza su qualsiasi discorso o descrizione teorica. Per la Onlus che lo scorso 8 febbraio ha unificato le cooperative Abc (non udenti) e Irifor (non vedenti), l’occasione è stata preziosa per rappresentare all’assemblea legislativa provinciale il valore di un centro come quello di via Malvasia, che offre un ventaglio di servizi medici e assistenziali di altissimo profilo per tutto quanto serve ad abbattere le barriere, a beneficio di ciechi e sordi. Andreatta ha ricordato il grande lavoro svolto dagli operatori, lo sforzo specifico delle educatrici che lavorano con i bambini, la difficoltà di portare avanti queste attività nonostante il moloch della burocrazia. In via Malvasia – ma anche sul territorio, attraverso unità mobile – vengono erogate visite mediche specializzate, forniti gli ausili per le specifiche disabilità, offerte consulenze psicologiche, effettuate visite ortottiche, coordinati 120 facilitatori che operano nelle scuole. Una realtà d’avanguardia in Italia.