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MALATTIA SEMPRE PIU' DIFFUSA

Maculopatia e anziani, l'«aiuto» di Irifor


Tra le molte scoperte e progressi che la scienza bio-medica ha fatto in questi ultimi cinquant’anni, vi è sempre stato l’obiettivo della diagnosi in prima istanza, poi della cura e infine quello della riabilitazione. Tutti questi passi in avanti hanno portato a un allungamento medio della vita e quindi a una «vecchiaia» sempre più lunga.
Un tempo chi raggiungeva i cento anni veniva festeggiato dal sindaco, oggi gli oltre centenari sono in Trentino circa un centinaio. Al di là del gioco di parole siamo sopra le medie nazionali.
Come ogni medaglia, tuttavia questo aspetto ha il suo rovescio. Quindi oggi la nostra società deve attrezzarsi non solo per ospitare gli anziani soli non autosufficienti, ma anche per affrontare le nuove patologie che stanno diventando un problema sociale.
La prima è la sindrome di Alzheimer e l’altra è il deficit visivo che prende il nome di maculopatia. Questa patologia, che in genere si presenta dopo una certa età, consiste in una macchia nera che copre la parte centrale dell’occhio, lasciando nella maggior parte dei casi l’esterno della pupilla ancora vedente in modo residuale. Naturalmente vi sono varie forme di patologie che gli oculisti sanno diagnosticare, ma per la forma di maculopatia causata dall’invecchiamento dell’occhio non vi sono cure risolutive. Questo handicap costringe a rinunciare alla patente e ad alcune attività come la lettura, la scrittura e le operazioni «minute». Ciò nonostante vi sono ausili che possono aiutare a continuare nelle proprie attività abituali.
Come in tutte le forme patologiche la reazione migliore da parte di chi è colpito da questo «deficit» è quella di assumere un atteggiamento positivo, cercando di superare nel tempo più breve possibile la sfiducia e la depressione che potrebbero colpire, ed adattarsi alla nuova situazione in cui la persona si viene a trovare.
Preziosa stampella di aiuto è l’Irifor Onlus di Trento che, pur operando solo dal 2008, merita di essere conosciuta da tutti. L’Irifor (Istituto ricerca, informazione, formazione e riabilitazione) è nato dalla geniale idea di Ferdinando Ceccato, ex presidente ed ora direttore della sezione trentina dell’Unione Italiana Ciechi.
Oggi l’Istituto presieduto da Fernando Cioffi opera in Via della Malvasia 15 ed è diretto dal dottor Mauro De Concini con un equipe tecnica di grande professionalità. L’Azienda sanitaria infatti, con proprio atto deliberativo, ha riconosciuto l’attività dell’Irifor fra i servizi erogati, che possono essere richiesti dal medico di base.
I settori in cui opera l’equipe sono molteplici, rivolti sia ai più giovani sia ai soggetti della cosiddetta terza età.
Diagnosticati i vari disturbi vengono impostate le terapie riabilitative che gli ortottisti attuano su programmi personalizzati. L’aspetto psicologico correlato a questa patologia è seguito da psicologi che nell’equipe portano le valutazioni sulle varie personalità e sul grado di accettazione di ogni soggetto seguito.
Il motivo che ci ha spinto a scrivere questo pezzo è la constatazione che Irifor nella realtà trentina è poco conosciuto, anche dalle persone affette da maculopatia, mentre chi ha avuto l’opportunità i servizi erogati dall’istituto ha ritrovato la voglia di guardare avanti sostenuto da un ambiente gradevole e da tecnici di grande professionalità.
Purtroppo la maculopatia si sta diffondendo e quindi l’Associazione, recentemente costituita ha prospettive di grande lavoro per il quale è opportuno che la comunità sia particolarmente sensibile al fine di assicurare un adeguato sostegno ai maculolesi.