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UN TUNNEL PER ASCOLTARE LA MUSICA

(tratto da “Corriere delle Alpi” – 1 febbraio 2012)
di Giorgia Salomon

Due incontri della Coop IRIFOR dove i protagonisti saranno le note e il buio
TRENTO. Una modalità inconsueta ma di notevole interesse. È l'iniziativa "Tunnel: ci vuole il buio per vedere le stelle". Due incontri (sabato 4 febbraio e venerdì 16 marzo, via Malvasia 15 Trento, sede IRIFOR) organizzati dalla Coop Sociale IRIFOR completamente al buio con protagonista la musica.
Un programma affascinante, tra musica colta e musica popolare, con brani tratti dal repertorio classico ed altre esplorazioni ispirate alla musica contemporanea. Il tutto al buio per godere del magico timbro del pianoforte, del fascinoso suono della viola con basso, trombone e tromba a completare la sinfonia. «Si calcola - spiega Dario Trentini di IRIFOR - che oltre dieci milioni di byte giungano ogni secondo dal mondo esterno al nostro cervello, prevalentemente attraverso il senso della vista, obbligandolo all'elaborazione di una massa enorme di dati. Il buio totale libera dal condizionamento delle immagini e permette una concentrazione assoluta sul suono e sull'ascolto». Le musiche ed i suoni originali di Angeli, Bungaro, La Manna e Olzer saranno i protagonisti della prima assoluta dei Concerti al Buio, assieme al Gruppo Vocale Feininger, Longo e Trettel. Le musiche del "Tunnel" sono state composte e registrate all'interno della Galleria Nera di Piedicastello, per esplorare la relazione tra suono e buio. «Il concerto - sottolinea Trentini - vuole essere anche l'occasione per una riflessione sulla condizione dei non vedenti e sui limiti e i vincoli che gli organi sensoriali impongono alla natura umana. Gli strumentisti saranno impegnati a costruire un'affascinante trama sonora dagli esiti imprevedibili perché ovviamente condizionata dalla particolarissima modalità performativa». Dunque la trasformazione del rapporto tra percezione, ascolto e musica è al centro del progetto “Tunnel: ci vuole il buio per vedere le stelle”, una novità qui da noi in Trentino che porta ad avventurarsi in territori inesplorati, ricercando sonorità nuove, su musiche che trovano le proprie radici nella tradizione classica. «Un viaggio sonoro - conclude Trentini - capace di trasformare le sale in luoghi di misteriosi brividi musicali, suggerendo che la via della verità passa attraverso il buio. La scena è buia. La sede di accoglienza è buia. Il pubblico è nell'oscurità totale. Per un'immersione totale nella musica e per scoprire la verità di chi non vede».