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LA GEOLOGIA A PORTATA DI MANO

(tratto da “Cooperazione tra consumatori” - marzo 2012)
di Maddalena Di Tolla Deflorian

Museo delle Scienze di Trento/Giardino Botanico Viote Bondone
Un percorso di circa 400 mq, con 11 varietà litografiche: un “mini Trentino delle rocce”. È adatto a tutti, adulti e piccini, vedenti e non. Basta andare e toccare percepire ed imparare.
Le montagne, da sempre, da milioni di anni, degradano verso valle e formano nuovi suoli e nuovi paesaggi e nuove opportunità di vita. Succede per via dell’ineludibile legge di gravità.
Le montagne e le rocce determinano la vita, nel formare i suoli con i loro diversificati chimismi, con le faune e le vegetazioni ad essi associati, anche se tendiamo a non considerarle in questo modo. E la forma splendida delle Alpi e delle Dolomiti poi ci ha portato il turismo, che ha aperto nuove opportunità tanto di vantaggio per le popolazioni alpine, quanto, al tempo stesso, di danno all’ecosistema montuoso.
Così capire le rocce e magari perfino amarle e rispettarle, ci porta alla geologia, che dovrebbe essere un patrimonio universale, come disciplina e come spazio di riflessione sulla natura, di certo per delle genti che di e in montagna vivano, come i popoli delle Alpi.
Il Museo delle Scienze di Trento ha quindi di recente dedicato alla scoperta e alla comprensione della geologia un nuovo mini-parco tematico sul tema “rocce”, allestito nei pressi del meraviglioso Giardino Botanico delle Viote, sul Monte Bondone, e vicino anche al recente parco giochi in stile naturalistico.
L’allestimento e soprattutto l’idea si devono alla passione di una giovane e competente divulgatrice, la geologa Rossana Todesco, che esce dalle bella fucina di talenti e voglia di raccontare la scienza che è il gruppo di geologia di Marco Avanzini (Conservatore della Sezione del Museo), Christian Casarotto, Paolo Ferretti e altri.
Il percorso, che si estende su circa 400 metri quadrati, è una sorta di “mini Trentino delle rocce”, accoglie undici varietà litografiche, che rappresentano la ricchezza geologica e naturalistica del Trentino.
L’aspetto di grande interesse è costituito dal fatto che il percorso è accessibile ai non vedenti e agli ipovedenti, grazie a passerelle e sentieri allestiti con ghiaino apposito, a “piazzole a rocce posate” che indicano i punti dove svoltare o fermarsi, a bacheche informative a forma di cubo, su cui campeggiano, con i testi in italiano e inglese, scritte in Braille sovrapposte a quelle in nero; questo accorgimento sfrutta una particolare tecnica di stampa realizzata dall’Associazione Progresso Ciechi Onlus di Borgo Valsugana. Sulle bacheche poi si trova una mappa geografica, per capire dove collocare sul territorio le varie rocce incontrate e descritte.
La geologa Todesco ha incontrato il pubblico dei giornalisti, la mattina della conferenza stampa di presentazione, spiegando il senso di questo parco speciale, dedicato ai normovedenti come a chi ha problemi di vista, “affinché la geologia sia di tutti – ha spiegato – e sia un aiuto per imparare a percepire e capire meglio l’ambiente che ci circonda”.
Infatti, l’invito esplicito è a toccare le rocce, annusarle, accarezzarle. Todesco ha avviato da tempo un’attività didattica per tutte le fasce d’età dedicata a chi ha problemi di vista, legata proprio alla geologia. Poi, da cosa nasce cosa, e, grazie alla collaborazione fra il Museo, Apc (Associazione Progresso Ciechi) Onlus, l’Unione Ciechi e Ipovedenti di Trento e la Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus, e grazie alle squadre di operai dell’Azienda Forestale di Trento e Sopramonte e del Servizio Ripristino della Provincia, è nato questo luogo della conoscenza e dell’esperienza.
C’è anche la tecnologia al servizio della divulgazione. Infatti, i visitatori che volessero approfondire i contenuti, possono chiedere gratuitamente in uso (al Giardino botanico) un’audioguida, preparata con un software speciale da Fabrica Ludens srl, spin-off di Fondazione Bruno Kessler. Le voci narranti dell’audioguida, pensata come un dialogo fra un esperto e una persona che fa domande, sono quelle degli speaker del Centro del libro parlato F.lli Milani, di Brescia.