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Cooperativa IRIFOR e GST Sat Bindesi Villazzano
“La grotta che non vedo”

Domenica 15 marzo, il Gruppo Speleologico Trentino Sat Bindesi Villazzano, in collaborazione con la Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus, ha accompagnato un gruppo di non vedenti con i relativi accompagnatori all’interno della famosa Grotta della Bigonda, a Selva di Grigno. Tale accompagnamento fa parte del progetto, proposto dal GST, “La grotta che non vedo”, il cui obiettivo è quello di far conoscere la speleologia alle persone con disabilità visiva. Il 18 febbraio, presso la Sala Blu della sede della Cooperativa IRIFOR, era stata allestita una piccola mostra a tema e si era tenuto un incontro di presentazione del progetto, in occasione del quale i presenti sono venuti a conoscenza del processo di formazione delle rocce e di cosa sia la speleologia, potendo contare su cartelloni tattili appositamente realizzati sul tema e toccare alcune rocce e il materiale impiegato in speleologia. Alla giornata in grotta erano presenti 5 ragazzi e adulti con difficoltà visive in rappresentanza di IRIFOR, 13 accompagnatori e familiari e ben 14 speleologi esperti, con vari compiti. La grotta della Bigonda, nonostante non sia una grotta turistica e aperta al pubblico, è molto usata dai gruppi speleologici trentini per accompagnare gruppi con diverse caratteristiche proprio per la sua comodità di avvicinamento e la facilità del percorso, almeno nella sua parte iniziale. Per poter garantire un’esperienza migliore e calibrare l’attività rispetto alle esigenze derivate dalla disabilità visiva, il GST ha formato 5 piccole squadre indipendenti composte da uno speleo, un non vendente e il proprio accompagnatore. Questo ha permesso ad ognuna delle squadre di procedere con il proprio ritmo e di poter vivere e “toccare” la grotta in tranquillità. Il resto del gruppo invece ha potuto procedere in autonomia e visitare la grotta, sempre sotto la guida competente degli speleologi del gruppo Sat. All’interno della grotta, a circa 400 metri dall’ingresso, le squadre e i gruppi si sono ricompattati e, tra un panino e una barretta di cioccolato, si sono riposati, trovando spazio e tempo per fare domande e scambiarsi opinioni. Anche nel rientro non si sono riscontrate particolari difficoltà e in poco tempo tutti quanti (speleologi compresi) erano all’uscita, con una nuova esperienza nel proprio bagaglio e la volontà collettiva di ripeterla. Il progetto, infatti, non finisce qui e nelle prossime settimane verrà organizzata una serata di restituzione dell’esperienza vissuta, in cui ci saranno le testimonianze dei partecipanti accompagnate dalla proiezione delle fotografie scattate durante la giornata in grotta.