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Gardin, ironia e umanità

Il personaggio comico svela i suoi progetti tra teatro e beneficienza a cominciare da oggi a Pinè: “Presenterò il mio libro Manteniamoci forte”
Attore comico istrionico ma non solo. Lucio Gardin è un uomo di grande sensibilità. L’acume che lo contraddistingue, anche settimanalmente in una sua rubrica su un giornale dove irride personaggi famosi, gli permette usare l’umorismo come chiave d’accesso per scardinare tabù e trattare temi delicatissimi, come dimostra il suo fitto calendario di impegni per i prossimi mesi e la partecipazione al grande evento TedX di Coriano dello scorso 26 giugno.
Il TedX di Coriano trattava il tema della resilienza e il suo intervento si intitolava “Elogio al fallimento”. Cosa significa?
“Il senso del mio intervento nasce da un dato stabilito: tutte le persone che sono riuscite a fare qualcosa nella vita hanno dovuto attraversare le foreste dei fallimenti. Questo per assioma ci dice che fallire significa essere sulla strada del successo. Ted X è stata un’esperienza che mi ha arricchito molto, ho condiviso il palco con docenti universitari che, nonostante il loro sapere, avevano tutti in comune una grande umiltà. Persone straordinarie, dotate di bella sensibilità, da cui si impara anche se non aprono la bocca.”
Prossimo appuntamento durante il workshop di geopolitica dedicato all’agronomia “La forza di Demetra” in calendario fino a domani sull’altopiano di Pinè e a Pergine Valsugana.
“Oggi alle 18.30 in riva al lago presenterò il libro Manteniamoci forte, una raccolta di 58 brevi racconti di auto-motivazione che vogliono aiutare a “mantenersi forte” e rimettersi in piedi dopo un evento catastrofico come il terremoto. Ogni singolo euro ricavato dalla vendita è destinato alla ricostruzione della Biblioteca di Amatrice. La sera alle 21 nel Centro Congressi di Pinè farò uno slide show divertente dedicato al mondo dell’alimentazione”.
Dal 14 al 16 settembre sarà invece a Levico per l’Alzheimer Fest. Come si fa a trattare un argomento così doloroso con leggerezza?
“Non confondiamo la leggerezza con la superficialità. Per trattare un tema con leggerezza bisogna averlo approfondito e poi esserti allontanato per osservarlo con distacco, nel suo insieme. L’Alzheimer, come ogni altra malattia, fa parte della condizione umana. Si può ridere “di” tutto, ma non “su” tutto. Può sembrare un dettaglio, ma quel “su” e quel “di” segnano la differenze tra ironia e umorismo. Con l’ironia si ride degli altri, con l’umorismo si ride con gli altri, insieme. Semmai il problema è che ci vuole intelligenza per comprenderlo, il che porta a un’altra considerazione: si può ridere di tutto ma non con tutti”.
E ancora, il 22 settembre sarà al Santa Chiara per l’Associazione Nazionale Ciechi. Di cosa si tratta?
“È una festa per i dieci anni della cooperativa Irifor che offre servizi per ciechi e ipovedenti e s’impegna con campagne di sensibilizzazione. Anche in quel caso farò uno slide show trattando una invalidità importante con il sorriso, per renderla meno paurosa”.
Continueremo a sentire la sua voce a Matrix con Chiambretti?
“Se continuerà a piacere Piero Chiambretti, sì. A meno che un giorno non mi svegli con la voce di Ignazio La Russa o della Jervolino. Allora, in quel caso, abbattetemi.
Oltre a tutto questo continua la sua tournée “Il sorriso è una curva che raddrizza tutto”. Quali saranno le prossime tappe?
“Solo in regione a luglio sarò il 26 a Cles, il 27 a Monclassico, il 29 a Mazzin in Val di Fassa, il 4 agosto a Lavis, l’11 agosto a Folgaria, il 12 a Fierozzo, il 19 a Bressanone, il 29 a Soraga. Poi seguiranno le date di settembre.
È chiaro nel suo lavoro, nel modo in cui da anni si pone sulla scena, un’attenzione a temi delicati. Perché è importante ridere o sorridere anche di argomenti quali le malattie o il fallimento?
“Perché l’umorismo è il solvente ideale per sgonfiare le tensioni, consente di superare le barriere e rimane la migliore strategia comunicativa anche per notificare verità scomode. Credo che la serietà sia una delle cose più sopravvalutate, dopo la rucola e la luna di miele. E poi affrontare la vita con leggerezza ci preserva dal “male di vivere” che Eugenio Montale ha dipinto tanto crudelmente”
di Chiara Marsilli