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Al Muse la disabilità diventa opportunità
Ieri apertura straordinaria fra note che guidano e carrozzine per mettersi «nei panni di». E tanta gente.
TRENTO. Pareva ancora più bello il Muse, all’apertura delle 14, con un’aria di festa, sulle note - per orientarsi nel tempo e nello spazio - di Francesca Fugatti, (cieca) accompagnata alle chitarre da Alessandro Toracchio e Piergiorgio Pessina. Il tutto per «Al Muse si sta bene», in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità. «Organizzarla - ha detto Samuela Caliari, responsabile sezione eventi del Muse e coordinatrice del programma - è stato impegnativo ma sarebbe stato impossibile se non avessero contribuito le quaranta associazioni che hanno risposto all’invito di Provincia e Comune». Complessa la manifestazione ma con una soddisfazione palese sul viso del personale, in un lunedì solitamente di riposo, con 15 dei 130 volontari in servizio. Ingresso da nord, sul lato opposto il palco per le esibizioni, dopo quella di Francesca il concerto dei «Rock Spectrum», cover band nata nel laboratorio Mente Locale, progetto per lo sviluppo delle abilità sociali di ragazzi con neurodiversità. E poi il dialogo «Noi come supereroi. La normalità è sopravvalutata», con Mirko Toller & Friends, che ha dato il volto, con Checco Zalone, alla campagna per la lotta alla Sma e poi con Giacomo Bertagnolli, lo sciatore ipovedente che col compagno, amico e guida Fabrizio Casal, ha fatto incetta di ori ai giochi paraolimpici invernali di PyeongChang. All’esterno il bar al buio dell’Irifor, dentro le attività, visite guidate integrate, stand informativi, laboratori, microconferenze, incontri a tema e tanto altro, per scoprire nuove dimensioni. La proposta è stata organizzata per celebrare la Giornata internazionale delle persone con disabilità, proclamata dall’Onu nel 1981 per sostenere la piena inclusione in ogni ambito della vita e combattere qualsiasi forma di discriminazione e violenza nei confronti dei disabili. Tutti hanno ottenuto un’opportunità preziosa, forse unica, per incontrare la disabilità nella quotidianità, per «mettersi al posto di» e vivere un’esperienza in prima persona, che ha insegnato un altro modo di essere e pensare. Al Muse, è stato infatti possibile visitare alcune zone con un superpotere in più ed uno in meno, ad esempio, con l’ausilio di mascherine che impedivano la vista, seduti su una sedia a rotelle o affrontando i contenuti in compagnia di una persona disabile. Il programma al Muse ha parlato di oltre 40 adesioni fra realtà pubbliche e private del territorio trentino e di sette adesioni di realtà a livello extra-regionale, contattate dalla rete InMuseo: inclusione nei musei ed Alzheimer a cura dell’ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia e dell’associazione culturale Alteritas Trentino. Inoltre è stata inaugurata la mostra dal titolo «Animalier - il bestiario stravagante», a cura di Articà, atelier artistico di Anffas Trentino Onlus che ha visto il coinvolgimento di oltre 35 artisti, visitabile fino a domenica. (c.l.)