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Domenica 8 maggio 2016 TRENTINO
Il “Lions day” fra visite oculistiche e drink al buio

Piazza Duomo affollata per l’evento pensato per dare informazioni ma anche per fare prevenzione medica
(Di Claudio Libera)

TRENTO. Grande colpo all’occhio ieri in piazza Duomo, con “l’accampamento” ordinatissimo, minuziosamente preparato, dai volontari e soci dei Lions Club pronti a fornire assistenza e informazioni. L’occasione? Il “Lions Day” di Trento, con un’animazione che ha coinvolto la cittadinanza, i turisti ed i curiosi accorsi per ascoltare le spiegazioni dei “servizi”, come chiamano le mission, di volta in volta attivate e realizzate da Club. E la cooperativa Irifor, che vanta una collaborazione ormai pluriennale con i Lions Club del Distretto 108Ta1, è stata presente dalle 9 alle 18 con l’unità mobile oftalmica ed il “Dark on the Road”. Con Ferdinando Ceccato, “l’ingegnere dei sogni” come viene definito, che con orgoglio ha salutato la città ed i Lions ricordando come “l’attività e le persone della cooperativa sociale Irifor del Trentino, costituita nel 2008, lo scorso anno abbiano ricevuto a Londra il “Vision for equality Award”, premio che viene assegnato ogni quattro anni alla realtà europea che maggiormente si è distinta nell’impegno per i non vedenti”. Ed in piazza ieri, l’ambulatorio oculistico itinerante a bordo del quale i medici oculisti hanno offerto alla popolazione degli screening gratuiti relativi alle principali patologie visive. Un riferimento offre l’idea di quanto importante sia la prevenzione: “Nei nostri incontri, in quanto province del Distretto - ha specificato Ceccato - abbiamo analizzato 8.800 persone per 600 delle quali sono stati richiesti dei controlli approfonditi. In questo modo, sicuramente, abbiamo salvato la vista di molti cittadini”. E poi c’era la roulotte adibita a bar al buio, in cui camerieri ciechi e ipovedenti hanno accompagnato gli avventori a gustare una bevanda nella più completa oscurità per conoscere la disabilità visiva e riscoprire il potere degli altri sensi. La “Giornata del servizio Lions”, dopo il successo della passata edizione, è tornata nel cuore della città una serie notevole di opportunità. Con le visite oculistiche - il punto di impegno maggiore per i Lions - i controlli dell’udito, novità 2016, ma pure con la raccolta degli occhiali usati e la presentazione del simulatore di guida in stato di ebrezza “Pensa alla vita guida con la testa”. Poi il progetto sordità ed il gazebo per la campagna “senza morbillo”: nel mondo oltre 400 bambini al giorno muoiono a causa di questa malattia e delle sue complicanze, quando basta meno di un euro al giorno per vaccinare un bambino salvandogli la vita. Folla si diceva, che prima delle 11 ha seguito l’esibizione di un cane guida per ciechi con istruttore. Si trattava di Marco Daviddi del Servizio cani guida dei Lions - proveniente da Limbiate - con la sua femmina di pastore tedesco Yara, di un anno e mezzo. Un lavoro costante, metodico che dura più di 6 mesi con l’istruttore - spiega - e l’affido del cane dapprima alla famiglia del futuro “proprietario” per piccoli periodi quindi la consegna al non vedente e formare la coppia definitiva e stabile. E per chi fosse allergico al pelo del cane, da ora la possibilità di utilizzare il bastone “Bel” presentato ieri in piazza Duomo. Con mille altre informazioni fornite dai ragazzi in servizio civile nazionale; 6 per Irifor e 3 per l’Unione italiana ciechi. Nel pomeriggio il programma è proseguito con nuove dimostrazioni dell’uso del bastone elettronico, col Play Different, il gioco dell’Oca delle disabilità e verso dopo le 17, l’esibizione del Corpo Bandistico Giovanile Giuseppe Verdi di Montecchia di Crosara, Verona.

Le novità: Maria Alessandra e il bastone elettronico
TRENTO. Maria Alessandra Rafoni è di Roma ma abita a Rovereto. “Da sola, anche se mamma e mia sorella vivono in città ma da un’altra parte”. Maria Alessandra, cieca lo è diventata all’età di cinque anni, per colpa di un tumore al cervello. Ma non ha mai perso la voglia di andare in giro, il desiderio di autonomia, il bisogno di “vedere”. E da ieri lo può fare in maniera più concreta e facile grazie al “Bel”, acronimo di bastone elettronico Lions Club Rovereto Host. Con lei a beneficiare di questo dispositivo - che tramite un fascio di raggi infrarossi, sufficientemente estesi, preserva la persona dalla testa alle ginocchia, rilevando gli ostacoli fino a 8 metri - una ragazza di Calliano ed un ragazzo sempre della Vallagarina. “L’utilizzo del Bel - dice Maria Alessandra - presuppone una preparazione molto impegnativa e specifica; con Giorgia, la ragazza di Calliano, abbiamo già effettuato cinque lezioni da 3 ore ciascuna ed adesso ci saranno ancora altri step con percorsi avanzati. Il corso comunque si svolge nella città di residenza perché il non vedente o l’ipovedente deve familiarizzare con l’apparecchiatura sui tragitti abituali che lui percorre quotidianamente”. Ed il principio è molto semplice, lo stesso che usano i pipistrelli, i radar in aviazione, quello applicato sulle telecamere adibite alle retromarce di alcune auto e le macchine fotografiche digitali per la messa a fuoco.
(c.l.)

Trento in una scultura donata alla città: l’idea dell’allora vescovo Bressan, il progetto del Lions Trento, la realizzazione dei ragazzi del Vittoria
TRENTO. Piazza d’Arogno, nel lato sud della cattedrale di Trento, ha ospitato la cerimonia di consegna - per mano del Lions Club Trento Host - con l’affido al Comune ed alla cittadinanza, di un’opera d’arte, una fusione in bronzo rappresentante Trento, realizzata in collaborazione con la cooperativa Irifor. L’opera è un “plastico” bronzeo ideato dall’allora arcivescovo Luigi Bressan con Giannantonio Radice, socio del Lions Club Trento Host, che ne parlò col sindaco. “Doppio il ringraziamento al primo cittadino ed all’amministrazione comunale - è stato detto - in quanto l’idea venne subito accolta e poi per la prestigiosa collocazione”. L’opera è frutto di “una illuminazione” dell’arcivescovo Bressan che, viste sculture analoghe a Valencia ed a Minsk si chiese “Perché non a Trento?”. Detto e quasi fatto. Giannantonio Radice, l’altra anima di questa realizzazione, ne parlò col dirigente del liceo d’arte Vittoria, Rasera che accolse con orgoglio e compiacimento il prestigioso incarico. “È difficile da attuare - ha detto rasera - perché non si trattava di modellare una statua ma una città che andava studiata nei minimi dettagli e riprodotti in rilievo”. Ed è ciò che è accaduto, anche grazie all’opera dell’Artebronzo, Fonderia di Villafranca di Verona, che ha realizzato pure la Campana dei Caduti di Rovereto. La particolarità dell’opera, consiste nel fatto che il centro città è riprodotto con tutte le indicazioni in Braille; di lato un leggio dove in italiano e scrittura per non vedenti ci sono i riferimenti per la visita digitale. L’opera è stata plaudita e presentata alla folla assiepata alla spalle della cattedrale, prima di venire presa d’assalto dalle dita oltre che dagli occhi, che hanno percorso vie e piazze di una Trento a misura di tatto. Una città da vedere con il cuore. “Lo sforzo maggiore l’hanno compiuto i ragazzi ma tanta è la soddisfazione degli insegnati - ha detto Rasera - perché in questo modo gli studenti hanno davvero scoperto la città”. E pure i trentini, ha detto Bressan, “abituati a risiedere nel loro quartiere, avranno l’opportunità di studiare la storia quasi a volo d’uccello”. Una immagine simbolica, per Trento porta d’Europa, cerniera nei millenni tra nord e sud, tanto più significativa ora che si parla di muri e barriere, di migranti nella terra di nessuno o respinti come potrebbe accadere alle nostre porte. La cerimonia, sottolineata da molti applausi, ha avuto in De Concini, socio Lions e collaboratore della Cooperativa Irifor, il coordinatore esperto, con gli interventi di Vittorio Manera, presidente del Lions Club Trento Host, di monsignor Luigi Bressan, Ferdinando Ceccato, direttore della Cooperativa Irifor del Trentino, di Paolo Rasera, dirigente scolastico dell’Istituto d’Arte Vittoria Manera, di Gsannantonio Radice, socio del Lions Club Trento Host e co-ideatore dell’opera, del vicesindaco Paolo Biasioli e di una emozionatissima Sabrina Remorini, studentessa del Vittoria, portavoce dei 50 ragazzi che hanno creato l’opera.
(c.l.)