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“Il turismo accessibile è un buon investimento”

Disabilità e vacanze, best practice allo studio

Il bungalow di un campeggio, la sala da pranzo di un hotel, ma anche un camper o una barca a vela: la progettazione per tutti, ovvero la realizzazione di edifici, prodotti e ambienti adatti a ogni tipo di pubblico fin dal principio, al di là dell’eventuale presenza di una condizione di disabilità, in alcuni contesti già esiste. Non solo, impegnare risorse in accessibilità, oltre a essere un obbligo di legge, è pure un buon investimento: lo testimonia, ad esempio, il fatturato dell’ Holiday Village Florenz di Comacchio, cresciuto del 18,5% in un anno nel settore del turismo accessibile. I soggiorni nei 40 bungalows del villaggio vacanze emiliano rappresentano ormai il 10% (quasi 300.000 euro lordi nel 2016) del fatturato dell’azienda guidata da Franco Vitali, con una crescente richiesta dall’estero: dalle 550 notti vendute a turisti stranieri nel 2015, la struttura è passata alle 898 del 2016; simile il trend anche per quanto riguarda gli italiani, che nel 2015 hanno soggiornato per 2.944 notti, mentre quest’anno per 3.642. “Sono numeri di cui i progettisti dovrebbero tenere conto - sottolinea Vitali – i disabili sono clienti come gli altri e li si deve accogliere come tali, senza contare l’effetto moltiplicatore che produce il loro viaggiare assieme ai famigliare”. In un anno i disabili che non sono andati in vacanza in gruppo, bensì individualmente (dunque, verosimilmente, con la propria famiglia) sono cresciuti del 58%. Sono esperienze come quella di Comacchio che sono state condivise ieri al convegno “Turismo e accessibilità, tempo libero e accoglienza” organizzato dall'Ordine degli ingegneri in occasione della settimana dell’accoglienza: tecnici, cittadini, utenti, realtà pubbliche e privati, volontari e imprese hanno riflettuto insieme sull'opportunità di rendere il territorio fruibilità tutti coloro che vi abitano o desiderano visitarlo. Un modo per esprimere e rafforzare la funzione pubblica che guida il lavoro dei tecnici. “Con la legge dello scorso aprile – ha ricordato il responsabile del dipartimento cultura, turismo, promozione e sport della Provincia Sergio Bettotti – per la prima volta un articolato sullo sport ha dedicato attenzione al mondo della disabilità con indicazioni concrete. In questi giorni, inoltre, si sta discutendo di un adeguamento alla legge sulla cultura che nei principi iniziali dà spazio al mondo del welfare, a testimonianza dell’attenzione al mondo della coesione e dell’integrazione sociale”. Dal bar al buio della cooperativa sociale Irifor all’esperienza de La Rete, fino alla barca a vela adattata alle esigenze delle persone disabili grazie alla quale Archè insegna loro la pratica sportiva, anche in Trentino gli esempi non mancano.    E. Fer.