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Il Bar al buio per fare la cosa giusta!

C'è un bel via vai davanti alla roulotte Dark on the road ospitata in uno dei due padiglioni di Fa' la cosa giusta, la Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, svoltasi a Milano dal 13 al 15 marzo.
Ragazze e ragazzi che si fermano cercando di capire cosa succede dentro questa grande roulotte nera, coppie non più giovanissime che si avvicinano con discrezione, gruppi di amici che chiedono informazioni...
Irene e Giulia lavorano con la cooperativa I.Ri.Fo.R. Trentino che ha messo a disposizione la roulotte e organizzato la partecipazione in fiera insieme all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e all'Istituto dei Ciechi di Milano.
Tocca a loro spiegare cosa si trova al suo interno e come vivere al meglio quest'esperienza: "La roulotte ospita un bar al buio: verrete accolti dalle nostre guide, che in questa occasione saranno anche i vostri camerieri. Le guide sono ragazze e ragazzi, tutti ciechi o ipovedenti; vi prenderanno per mano all'ingresso e vi accompagneranno al vostro tavolo dove potrete bere una bevanda biologica. Vi chiediamo per favore di spegnere i telefoni cellulari, e di togliere gli orologi se hanno le lancette luminose, in modo da non compromettere l'emozione di questa esperienza al buio".
E allora via, si spegne il telefono e si entra. Diamo la mano a Ferdinando Ceccato, componente della Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e coordinatore del gruppo del Trentino che ha guidato il pubblico nell'esperienza sensoriale a Fa' la cosa giusta, che ci accompagna al nostro posto e si allontana per portarci un bicchiere di succo d'uva. Quando torna si siede con noi e ci racconta: "All'interno della roulotte abbiamo creato un "buio innaturale", quasi assoluto, ben diverso da quello che otteniamo per esempio se spegniamo le luci. E vivendo questa esperienza, si può toccare con mano alcune delle difficoltà che i ciechi e gli ipovedenti si trovano ad affrontare giorno dopo giorno. Camminando e parlando nel buio, bevendo una bibita al buio, si può riscoprire l'importanza degli altri sensi. E soprattutto, si ribalta la situazione che normalmente viviamo: per una volta siamo noi, ciechi e ipovedenti, a guidare chi vede!".
Sono entrata nella roulotte insieme a Elena, una delle organizzatrici degli eventi culturali di Fa' la cosa giusta!, che ci ha tenuto molto alla presenza del bar al buio in fiera: "Sono così contenta che ci siamo riusciti! È un'esperienza nuova anche per me, e come organizzatori siamo molto contenti di poter offrire ai visitatori l'emozione di vivere un'esperienza sensoriale come quella del bar al buio".
Ferdinando ci racconta che la roulotte può ospitare fino a 18 persone in contemporanea, e che al momento siamo al completo.
Mentre sorseggiamo il nostro succo d'uva, qualcuno inizia a suonare un'armonica. Solo dopo, uscendo alla luce, scopriamo che il "musicista" si chiama Giovanni, è entrato nel bar al buio con altri tre amici di Palazzolo, provincia di Brescia, e si è trovato perfettamente a suo agio nel vivere questa esperienza. "Siamo stati seduti al bar oltre mezz'ora" ci racconta Giovanni. "Il buio non ci ha messo nessuna angoscia, certo forse anche perché sapevamo che uscendo avremmo trovato di nuovo i colori, i sapori e i rumori della Fiera! Quando siamo usciti abbiamo chiesto agli organizzatori se fosse possibile portare Dark on the road anche nella nostra città; ci lavoreremo, saremmo davvero contenti se riuscissimo a farlo".
Parliamo anche con Francesca, educatrice scolastica, che sta chiedendo informazioni e si appresta ad entrare nella roulotte: "Quest'anno i nostri ragazzi hanno partecipato a Dialogo nel buio (percorso sensoriale organizzato dall'Istituto dei Ciechi di Milano, ndr) e adesso siamo in fiera con un grande progetto di coesione sociale nel quartiere di Quarto Oggiaro. Passando di qua abbiamo visto la roulotte, e ci è venuta voglia di provare quest'esperienza, deve essere un'emozione forte".
"Avevamo voglia di accendere la luce, per capire come era fatta la roulotte", dicono Paola e Serena, che sentiamo non appena uscite da Dark on the road. "Prima di entrare avevamo un po' di ansia, pensavamo "chissà dove ci faranno sedere, non andremo mica a sbattere da qualche parte?", ma una volta entrate, Michele ci ha accompagnato al nostro tavolo e ci siamo rilassate. Ci è piaciuto molto, anche questo scambio di ruoli tra chi vede e chi non vede è molto importante".
E poi ancora Marcella e Claudio, una coppia di mezza età, ci raccontano: "Ascoltando Radio Popolare, sapevamo che ci sarebbe stato il bar al buio, e ci è venuta voglia di vivere questa esperienza sensoriale. Fa un po' impressione l'idea, poi una volta che sei dentro ti fai prendere per mano e ti affidi a chi ti accompagna. Una bella esperienza!".
Andry ha diciannove anni, è iscritta al corso di laurea in studi internazionali all'Università di Trento. Ed è una delle guide di Dark on the road presenti a Milano. "È dallo scorso novembre che partecipo ad attività simili: ho fatto la cameriera ad una cena al buio, ho partecipato a parecchie iniziative con la roulotte bar nelle scuole del Trentino e ho anche dato una mano in occasione di un concerto al buio. Mi piace molto fare la guida perché è una cosa immediata, molto spesso non si riesce a capire come una cosa così semplice possa sembrare così difficile. Trovo che queste esperienze aiutino ad aprire gli occhi, detto metaforicamente", aggiunge sorridendo.
"Dopo tre giorni molto intensi, rientrando verso casa, possiamo tirare le somme" dice Ceccato. "Siamo contenti, oltre 1000 persone sono entrate nella nostra roulotte e hanno bevuto una cosa insieme a noi. Per noi è stata una bella occasione per sensibilizzare chi vede verso le problematiche che i ciechi affrontano quotidianamente nella loro vita, e abbiamo offerto in cambio la possibilità di vivere un'esperienza un po' particolare. Grazie a tutti coloro che ci sono venuti a trovare!".

Come vengono spesi i soldi raccolti?
I ricavi delle uscite di Dark on the road vengono utilizzati dalla Cooperativa I.Ri.Fo.R. Trentino per sostenere progetti di vario tipo, anche a livello internazionale. Ogni anno, infatti, la Cooperativa dona materiale (bastoni bianchi, tavolette e carta Braille, giochi accessibili, ecc.) ad alcune realtà che operano con i disabili visivi a Cuba, a Gondar in Etiopia, e all'associazione bielorussa "Aiutiamoli A Vivere".
Una parte minore viene invece utilizzata per il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo Dark on the road, più grande rispetto a quello attuale, che permetta di ospitare a bordo più persone e di organizzare iniziative anche diverse rispetto a quella del bar al buio.

(Chiara Giorgi)