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La giornata delle famiglie vista e vissuta da una giovane associata

(tratto da “Sesto Senso” – dicembre 2014)

Domenica 5 ottobre ho partecipato alla giornata delle famiglie che l’UICI di Trento e l’IRIFOR organizzano ogni anno a Candriai, sulle pendici del monte Bondone.
Mentre i genitori hanno fatto un incontro fra loro, noi ragazzi siamo stati divisi dai volontari del Servizio Civile in gruppi a seconda della nostra età. Ogni gruppo era guidato da alcuni ragazzi del Servizio Civile, che hanno preparato delle attività diverse, in modo da rispettare le differenti esigenze.
Noi più grandi abbiamo realizzato dei piccoli lavoretti con la pasta sale, dando loro la forma che più ci piaceva e poi facendone una collana, un braccialetto o un portachiavi.
Successivamente abbiamo fatto un gioco in cui due persone dovevano far indovinare una parola ad un’altra, formulando una domanda dicendo una parola a testa. Anche questo ci ha dato la possibilità di ridere e divertirci. Poi ci siamo cimentati in un gioco a squadre, in cui dovevamo indovinare i titoli di alcune canzoni basandoci sulle frasi che ci leggevano Francesco e Sabrina del Servizio Civile.
Nel pomeriggio, abbiamo fatto un gioco in cui bendate dovevamo fare dei disegni astratti, seguendo le emozioni che ci trasmetteva una musica messa in sottofondo.
In conclusione altri due giochi: uno in cui dovevamo attaccare più mollette possibile sul corpo dei nostri genitori, l’altro che prevedeva la corsa coi sacchi.
Personalmente credo che giornate come questa aiutino noi ragazzi ad instaurare un legame più forte e consolidato. Questo è molto importante, perché noi insieme siamo il futuro dell’Unione Ciechi e quindi è bene che impariamo fin da ora a rimanere uniti. Questi appuntamenti possono essere l’occasione per entrare in contatto con dei non vedenti adulti e prenderne quindi l’esempio. Penso che da loro si possa davvero imparare tanto, specialmente nel campo dell’autonomia, fondamentale per poter riuscire in futuro a gestirci liberamente.
Queste persone ci insegnano anche a confrontarci liberamente fra noi; per questo l’RIFOR organizza il campeggio, che viene fatto ogni anno in un luogo diverso e dove noi ragazzi, accompagnati da un team di animatori esperti e capaci, abbiamo la possibilità di instaurare rapporti fra noi tramite giochi a squadre e passeggiate, e di poter migliorare sempre di più il nostro livello di autonomia.
(Giorgia Pizzini)