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BESPECULAR

Un “interprete” per le nostre foto

Ecco un’altra applicazione per Smartphone in aiuto dei non vedenti. Secondo il servizio trasmesso nella serata del 25 aprile dal programma “Striscia la Notizia” sembra trattarsi di un’utilità davvero importante. L’inviato Antonio Casanova è in compagnia di Vainer Broccoli, che coordina un gruppo di non vedenti appassionati di tecnologia. Sullo smartphone dell’intervistato è già installata Be Specular, l’app sviluppata da Giacomo Parmeggiani, che offre supporto per la descrizione delle fotografie scattate dall’utente o presenti nella sua libreria. Il prodotto funziona attraverso una comunità costituita da persone non vedenti, gli utenti, e da quelle vedenti, gli “interpreti”. Mentre scriviamo sono in corso i test da parte di un gruppo ristretto di persone, ma nel servizio di Casanova abbiamo già visto come funziona. Scattata una foto Vainer Broccoli la invia allegandovi un messaggio vocale nel quale chiede gli venga descritta la bustina che vi compare. Bastano pochi secondi ed il vedente che riceve la richiesta di aiuto comunica con un suo messaggio vocale che, in questo caso, si tratta di un medicinale non ancora scaduto. Certo, la tecnologia non finisce mai di stupirci e, quando si tratta di ciechi, apre reali orizzonti di indipendenza. Non finiremo mai di sostenere che l’aiuto di persone in carne ed ossa è preziosissimo, ma la vita di oggi può farci trovare soli in momenti in cui “servirebbe un occhio”. Per tornare a Be Specular, l’applicazione sarà presumibilmente disponibile per tutti gratuitamente nel corso della prossima estate. Sarà il momento migliore per installarla e provarla in occasione delle nostre vacanze, quando potremo sperimentare l’autonomia nel verificare la qualità dei nostri scatti effettuati, magari, in solitaria, conservando qualche piacevole ricordo, che diventerà solamente nostro. Intanto anche le persone vedenti che collaboreranno nella comunità di Be Specular, che fra l’altro supporta già alcune lingue straniere oltre all’italiano, potranno conoscerci, aiutarci ed essere maggiormente sensibilizzate a riconoscere il cieco come persona realmente partecipe del quotidiano, anche con il desiderio di comprendere quella realtà fatta di immagini a loro inaccessibili direttamente.

L. B.