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IRIFOR CON IL  FUNAMBOLO

per il progetto “Teatro al buio”

La Cooperativa IRIFOR del Trentino, dopo l’esperimento dello scorso anno, ha aperto nuovamente le porte del buio al teatro grazie a “Il Funambolo”, la piccola intrapresa artistica di Trento, che, con il contributo della Fondazione Caritro, ha proposto il progetto di “Teatro al buio”, con l’intento di fondere la tradizione del radiodramma e la performance dal vivo, nella situazione particolare dell’oscurità più totale. L’idea che sta alla base del progetto è quella di portare il teatro in una dimensione peculiare, a dimostrazione del fatto che il limite che viene posto alla vista da parte del buio può diventare lo spunto prezioso ad una sorprendente apertura all’immaginazione. In questo nuovo contesto teatrale la vista esce di scena e lascia spazio alla fantasia: ciò che il buio sottrae viene integrato dall’azione dell’immaginazione e dall’utilizzo degli altri sensi: i volti degli attori, il loro corpo e le loro espressioni, le scenografie e gli ambienti. Uno spettacolo che ha qualcosa in meno (tutto ciò che non è visibile), dunque, si trasforma in uno spettacolo che ha qualcosa in più (tutto ciò che lo spettatore sarà in grado di immaginare) e che permette al pubblico di tornare alla luce, dopo una situazione di privazione della vista, con una consapevolezza e una ricchezza maggiori. Il progetto si è articolato in quattro diversi spettacoli, in cui, a cadenza mensile, gli attori si sono alternati sul palco buio della Sala Rossa intrattenendo il pubblico con diversi stili e diversi generi teatrali. In gennaio è stato messo in scena “Cattedrale”, uno spettacolo tratto dal celebre racconto dello scrittore americano Raymond Carver e curato da Guido Laino. Febbraio ha visto protagonisti gli  Fitzcarraldo Teatro di Roma con “Agave”. A marzo è stato il turno di “Un’isola”, spettacolo ispirato a “L’Utopia” di Tommaso Moro mentre in aprile “Don Chisciotte, cavaliere illuminato”, una farsa per burattini al buio, ha chiuso questa speciale rassegna teatrale. L’iniziativa ha avuto un notevole successo e ha contribuito a coinvolgere attori e pubblico nell’attività, importantissima per IRIFOR, della sensibilizzazione presentando il buio e dunque la condizione dei disabili visivi in maniera artistica e piacevole ma comunque in grado di aprire spazi di riflessione e aumentare la sensibilità e la consapevolezza della società.

Irene Matassoni