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GIORNATA DELL’ACCOMPAGNATORE : presentati due interessanti libri

Nella mattinata di sabato 14 novembre 2015 si è tenuto presso la sede della Cooperativa IRIFOR del TRENTINO, su iniziativa dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, l’ormai tradizionale incontro dedicato agli accompagnatori. In apertura sono intervenuti il Presidente della Cooperativa, Ferdinando Ceccato, e quello dell’Unione, Dario Trentini, per i loro rispettivi saluti ai partecipanti. Questa volta l’iniziativa ha rappresentato l’occasione per presentare due libri, con l’intervento degli autori. I giornalisti Alberto Folgheraiter e Giorgio Lunelli hanno illustrato il volume dedicato alla figura del fondatore dell’Unione, il trentino Aurelio Nicolodi, “La luce nel buio dei giorni”, mentre Folgheraiter ha parlato del suo recente libro di carattere storico “Un popolo, due patrie”, che rappresenta un contributo riguardante il Trentino nel vortice della grande guerra e nel quale si accenna anche alla figura dello stesso Nicolodi.
Dopo questa prima parte di carattere culturale, è stato dedicato uno spazio all’illustrazione del programma Winlucy da parte dell’ingegnere Luciano Muratore di Tiflosystem, il quale si è soffermato in particolare sul recente accordo perfezionato con il quotidiano L’Adige per consentire ai disabili visivi la lettura dello stesso in forma accessibile e semplificata. L’intesa, coordinata dal direttore dell’area marketing del giornale, Danilo Curti, rappresenta un passo importante per garantire anche ai soggetti con difficoltà visive il diritto ad un’informazione aggiornata, fruibile in piena autonomia come accade alla generalità della popolazione.
Nella sala ospitante l’iniziativa è stato possibile vedere e toccare la scultura che rappresenta il premio recentemente ottenuto dalla Cooperativa IRIFOR a cura dell’Unione Europea dei Ciechi. Si tratta di una sfera rappresentante la vita; la superficie esterna è liscia ed indica la positività dell’esistenza mentre un foro in alto consente di infilare una mano e percepire una superficie ruvida che simboleggia le asperità che ciascuno può incontrare negli anni. Non è possibile raggiungere il fondo dell’incavo, la vita, infatti rappresenta per tutti un’incognita.
(L. B.)