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Cene al buio, nuovo gusto al cibo

Un’esperienza multisensoriale che permette di passare una serata diversa, imparare a cavarsela facendo a meno della vista e comprendere come vivono le persone con disabilità visiva.
Sedersi al tavolo con degli sconosciuti e farsi un’idea di loro solo a partire dalla voce. Gustarsi una pietanza basandosi su gusto, olfatto ed eventualmente tatto. Farsi servire da camerieri che vivono tutta la loro vita immersi nell’oscurità, ed entrare in punta di piedi nel loro mondo. Tutto questo sono le “cene al buio”, ovvero degustazioni in un ambiente completamente oscurato, dove chi serve sono persone non vedenti. Si tratta di una modalità suggestiva per provare senza retorica com’è la vita in una situazione di questo genere. Vediamo come e dove nella nostra regione è possibile godere di questa opportunità.

Il ristorante al buio in Trentino

Per chi volesse sperimentare questi particolari appuntamenti, in Trentino può trovarli al ristorante “La Sosta” di Castelnuovo, sulla statale 47 della Valsugana. Il ritrovo è previsto mezz’ora prima dell’inizio della cena, per una breve introduzione da parte dello staff della Cooperativa Irifor che cura il progetto. Per partecipare (da ottobre ad aprile) è necessario prenotare (tel. 0461/1959595) e indicare eventuali allergie o intolleranze alimentari. Il menù, a sorpresa, comprende antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, acqua, vino e caffè al prezzo di 35 euro a persona. Ma come è nata l’idea? “Nel 2004 al Mart di Rovereto è arrivato “Dialogo nel buio”: si trattava di un percorso completamente nell’oscurità, dove il partecipante attraversava gli ambienti con un bastone bianco, guidato da un non vedente. L’iniziativa ha avuto un grandissimo successo – spiega Irene Matassoni, responsabile dell’area progetti e comunicazione Cooperativa Sociale Irifor – ed è sorta l’esigenza di dare un seguito a questa esperienza”. Così l’Irifor ha individuato nel ristorante “La Sosta” il luogo ideale per organizzare altri appuntamenti, che attualmente sono calendarizzati per il venerdì e il sabato e vengono realizzati per un numero minimo di 25 persone, “ma accogliamo prenotazioni anche per altre serate, come spesso è accaduto per gruppi sportivi, scout o aziende – illustra Matassoni – la finalità di queste cene è confrontarsi con persone che vivono il buio tutti i giorni. Molti che non conoscono la disabilità visiva non sanno che i ciechi possono ad esempio svolgere tante professioni, dal restauratore di mobili antichi all’avvocato”. La cena si svolge in una sala completamente oscurata: ogni cameriere non vedente ha in carico uno, massimo due tavoli dove serve pietanze “agevoli”, come lasagne, polenta e spezzatino, formaggio alla piastra (niente minestre o pesci con le lische). “Il bello è che si crea un’atmosfera empatica, un clima senza vincoli visivi – racconta Irene Matassoni – e i commensali riescono a rivolgere domande alle persone non vedenti senza eccessivi imbarazzi”.

Il buio itinerante a prova di studente

Per dare la possibilità anche ai più giovani (dai bambini della scuola ai ragazzi del liceo) di vivere per breve tempo nei panni di un cieco, dal 2013 l’IRIFOR promuove il progetto “SensAzioni Positive”. Si tratta di un’esperienza itinerante all’interno di una roulotte allestita come un bar, dal nome “Dark on the Road”: i ragazzi si muovono al suo interno completamenti immersi nell’oscurità e guidati da una persona non vedente. Per prenotare basta andare sul sito www.irifor.it o contattare il coordinamento della Cooperativa.

Musica solo da ascoltare


Un concerto dove l’artista e il pubblico non si vedono, perché sono immersi nell’oscurità, e la melodia è solo da assaporare con l’udito: per ampliare la gamma di esperienze che possono essere vissute e per sperimentare la vita di una persona con disabilità visiva l’Irifor ha pensato anche ai “concerti al buio”. “Data l’assenza del confine visivo, nella sala si crea un’atmosfera molto intima - spiega Irene Matassoni - dove sia la platea sia il musicista si mettono in gioco”. Per i prossimi eventi in calendario, consultate il sito www.irifor.it)