ALTO CONTRASTO -a +A

Aurelio Nicolodi. Una luce nel buio dei giorni

Il 24 luglio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Mario Barbuto, accompagnato dal Presidente della Cooperativa Irifor del Trentino Ferdinando Ceccato e da Alberto Folgheraiter e Giorgio Lunelli, autori del libro “Aurelio Nicolodi. Una luce nel buio dei giorni”.
Un incontro cordiale e sincero, nel corso del quale è stato consegnato al Presidente Mattarella il libro sul Fondatore dell’Unione nei diversi formati: oltre alla copia a stampa, è stata consegnata anche una copia in Braille, una a caratteri ingranditi e una come audiolibro.
Si è voluto così sottolineare quanto la cultura sia un bene prezioso, e come tale debba essere accessibile a tutti.
Il libro racconta la figura e l’opera del Fondatore dell’Unione Italiana Ciechi. Un eroe civile che seppe volgere la propria disabilità a vantaggio di tutti i suoi “fratelli d’ombra” ai quali volle mostrare, con l’azione e con l’esempio, la via maestra dell’Unità e dell’Organizzazione, per conquistare il pieno diritto di cittadinanza basato sul rispetto delle persone, sull’uguaglianza sociale, sulla dignità umana.
Aurelio Nicolodi nacque a Trento nel 1894 e morì a Firenze nel 1950.
Il 25 luglio 1915, durante la seconda battaglia dell’Isonzo, il volontario trentino Aurelio Nicolodi rimase gravemente ferito al volto e perse la vista. Con un gruppo di reduci della “Grande Guerra”, fondò l’Unione Italiana Ciechi, a Genova, nel 1920 e ne divenne il primo presidente. La sua attività alla guida dell’associazione è caratterizzata dalla spinta verso l’istruzione dei non vedenti, perché questi fossero indipendenti ed in grado di lavorare.
“L’insegnamento di Nicolodi – ha ricordato il Presidente Nazionale dell’Unione, Mario Barruto – è ancora quanto mai attuale. Il suo impegno, volto all’integrazione dei ciechi nella società di tutti, guida ancora oggi l’attività della nostra grande Organizzazione. Nicolodi, dopo il suo ferimento avvenuto 100 anni fa – era infatti il 25 luglio 1915 – nel corso della seconda battaglia dell’Isonzo, “fu subito in grado di elaborare un progetto sociale di lungo respiro, capace di riscattare negli anni migliaia e migliaia di ciechi in Italia, offrendo loro una prospettiva di vita fondata sull’istruzione, sulla formazione, e soprattutto sul lavoro, assai lontana dalla concezione dominante dell’epoca, basata invece sulla rassegnazione, sulla pietà e sull’elemosina”.
Il Presidente Mattarella ha manifestato grande interesse e ha sottolineato l’importanza di condividere una lettura accessibile per tutti, commentando una sollecitazione riguardante la sottoscrizione da parte dell’Italia del trattato di Marrakech sulla libera circolazione dei libri.
Il Presidente ha inoltre anticipato la sua disponibilità ad organizzare un incontro con la dirigenza associativa dell’Unione in autunno, per affrontare da vicino i temi riguardanti la disabilità visiva.
(di Chiara Giorgi)