ALTO CONTRASTO -a +A

L'importanza dell'attività manuale

(tratto da "Sesto Senso" - settembre 2012)

Ovvero un corso di ceramica
Ai laboratori di modellazione dell’argilla, all’inizio di ogni lezione, sul tavolo davanti a noi c’era un semplice blocco di argilla, materia grezza, fango alluvionale sedimentatosi nel tempo. Prima le mani, i palmi, le dita di ognuno di noi, successivamente l’asciugatura e un periodo di cottura nel forno a 960 gradi e infine lo smalto hanno fatto di esso un vaso, una cornice, un angelo, un’opera! Manipolare l’argilla è un lavoro di trasformazione e di scambio tra noi e la materia, uno stimolo per la manualità e la creatività.
Un cucchiaino può aiutare a lisciare la superficie, un sasso o una pigna ad incidere un’impronta, ma bastano le nude mani, condotte da un ricordo, un desiderio, una sensazione a far uscire l’oggetto contenuto nella materia, materia che a volte assecondi lasciandoti indicare una curva o un’asperità, ed altre volte invece contrasti e incanali verso un qualcosa che, senza forma, è presente già da qualche parte dentro di te. Puoi ottenerlo spostando solo la massa informe, senza aggiungere, senza togliere, assottigliando e ammassando, oppure puoi modellare separatamente le parti unendole poi con la barbettina, cercando sempre l’equilibrio d’insieme. Come accade nella vita, infatti, ogni azione o pressione su di un punto produce una reazione, uno spostamento di un altro punto e conseguentemente un riadattamento globale. Mentre una mano imprime e delinea i dettagli, l’altra conserva e controlla lo sviluppo.
In quest’incontro con la materia l’uomo compie un viaggio dentro di sé: spingere o tirare, seguire o guidare, concavo o convesso, pieno o vuoto.
In ogni forma creativa, nello scrivere come nel recitare, si intraprende la scoperta di sé. Il contatto fisico con la materia, mettere le mani dentro qualcosa che esiste concretamente ed è separato da noi, aggiunge uno specchio tangibile del nostro essere.
Emergono le peculiarità di ogni partecipante, ciascuno esprime le proprie forme e consistenze. Ognuno di noi ha fatto uscire il proprio vaso: alto, largo, grande o piccolo, rotondo od ovale.
Per questo viaggio ringraziamo di cuore Cristina e Rosa della Fondazione Contessa Lene Thun Onlus che ci hanno mostrato la strada e camminato con noi e un ringraziamento va all’I.Ri.Fo.R. del Trentino per averci dato la possibilità di intraprenderlo.
(Cinzia Marisa)