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Unità Mobile Oftalmica in Val di Ledro

(tratto da "Sesto Senso" - settembre 2012)

Il racconto dell’uscita in Val di Ledro
Due medici oculisti di Rovereto, dott. Mario Bianco e dott. Luciano Ferrari, soci Lions nonché attivi nel volontariato da anni, hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo e la loro professionalità per effettuare check-up oculistici in Val di Ledro nei giorni 5 e 6 maggio u.s. L’iniziativa è stata promossa da Lions Club di Arco/Riva del Garda e realizzata in collaborazione dai Clubs di Arco/Riva, Rovereto Host, Rovereto Depero, Rovereto San Marco e Tione Valli Giudicarie (zona C del Distretto 108 TA1) in collaborazione con la Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus. I partecipanti sono stati visitati all’interno di uno speciale camper attrezzato (Unità Mobile Oftalmica della Cooperativa IRIFOR) dotato di strumentazione di alta tecnologia e posizionato il primo giorno sulle rive del lago di Ledro a 100 metri dalle palafitte mentre domenica 6 in piazza a Bezzecca. Il check-up non sostituisce però una visita oculistica completa: ha il fine di prevenire malattie oculari. Lo scopo era quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e di diagnosticare precocemente eventuali malattie oculari. Abbiamo cercato di avere un occhio di riguardo nei confronti degli anziani poiché l’80% della cecità o handicap visivo si trova nella popolazione che ha più di 50anni. D’altra parte è questa l’età in cui più frequentemente si manifestano la cataratta, il glaucoma, la maculopatia e la retinopatia diabetica.
L’inizio non faceva sperare nulla di buono. Sabato mattina 5 maggio alle 9 ci trovavamo in un posto molto suggestivo che ci faceva tornare in mente la Scozia. Giornata nuvolosa, umida, piovigginosa, abbastanza fredda, eravamo sulle rive del lago che appariva tranquillo, in una strada poco trafficata, con le palafitte all’orizzonte. Una favola ma eravamo solo noi promotori e organizzatori. Ci siamo chiesti: verrà qualcuno a farsi visitare? Come si dice la speranza è l’ultima a morire. In poco tempo è come se si fosse aperto il cielo. La gente cominciava ad arrivare soprattutto in merito al passaparola, tanti hanno letto l’articolo promosso sul quotidiano locale e si avvicinavano con curiosità e interesse. Volevano sapere chi eravamo, cosa facevamo e il perché dell’iniziativa proprio li in una zona di periferia. I volontari provvedevano ad arruolare i partecipanti raccogliendo dati utili, fornendo tutte le informazioni del caso e distribuendo materiale informativo (opuscoli) sulle principali malattie oculari. Presto si è formato una coda di persone che, molto educatamente hanno avuto la pazienza di attendere il loro turno scherzando, ridendo e chiacchierando. Noi medici dall’interno del camper avevamo il piacere di osservare il clima festoso che si era creato all’esterno nonostante la pioggia e il freddo. Ci sentivamo felici perché vedevamo realizzare un sogno ovvero fare prevenzione in un posto remoto dove l’informazione non sempre arriva in maniera compiuta e dove vivono tanti anziani che a volte hanno difficoltà a raggiungere la città per farsi visitare. Era nostra intenzione andare direttamente dalla gente. Gente che ha compreso il significato reale della nostra iniziativa e ci ringraziava con tanta gratitudine. Possiamo proprio dirlo che alla fine l’iniziativa ha avuto un successo clamoroso.
Sono state visitate più di 180 persone e tante altre, purtroppo, non siamo riusciti ad accettarle. Dopo una accoglienza così calorosa ed una risposta sorprendentemente positiva da parte dell’intera comunità, ci proponiamo di ripetere a breve una seconda edizione.
L’esperienza è stata positiva soprattutto dal punto di vista umano prima che professionale. Tanti sono gli aneddoti che ci hanno colpito e che vorremmo sottolineare. Come il cittadino mediorientale che si trovava casualmente a Bezzecca per vendere i suoi tappeti e che attratto dalla vista di tanta gente intorno al nostro camper, si è avvicinato per offrire i suoi prodotti. Informato dell’evento si è sottoposto di buon grado al check-up. All’ingresso nel camper lo abbiamo salutato dicendogli di accomodarsi e che la nostra è un’associazione multietnica. La sua risposta è stata: “Siamo tutti fratelli”. È inutile dire che la sua risposta era condivisa appieno da tutti noi, poiché nel mondo globalizzato in cui viviamo possiamo contribuire all’integrazione razziale anche con la solidarietà. Nonostante le barriere culturali si è completamente fidato di noi medici, tanto che alla fine ci ha detto che aveva bisogno di essere visitato anche “al corpo” e non solo agli occhi, a causa di un forte mal di schiena. Oppure come l’anziano signore che, dopo essere stato visitato ci ha ringraziato e ci ha detto: “Sono contento che gli occhi stiano bene, ma… vede dottore… il fatto è che io bevo un po’…”.
Alla fine delle 2 giornate eravamo provati per la stanchezza ma sinceramente orgogliosi di aver fatto qualcosa di utile per una società migliore. Un grazie sincero ai Lions Clubs, in particolare ad Alberto De Luca, Presidente del Club Arco/Riva ed a Carlo Penasa, Vicepresidente Rovereto San Marco, alla Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus con le due validissime preposte presenti sul posto, alle istituzioni locali che hanno reso possibile tutto questo e innanzitutto grazie a tutti i cittadini.
(Mario Bianco)