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Tecnologia: due strumenti importanti per l’autonomia

(tratto da “Sesto Senso” – settembre 2013)

L’interesse per questo settore è in crescita anche fra le persone cieche e ipovedenti. A testimoniarlo, ancora una volta, è stata la partecipazione alla dimostrazione tenutasi presso la Cooperativa IRIFOR del Trentino Onlus, con la presentazione (da parte di un tecnico della Tiflosystem) di due ausili.
Il primo, “Luce”, è un display Braille a 16 caratteri, leggero e maneggevole, dotato di una tastiera stile Perkins, che consente di gestire appunti, documenti e semplici operazioni matematiche; i vari file possono essere memorizzati su chiavetta USB, memory card o trasferiti su computer. L’apparecchio si trasforma in barra/tastiera Braille per altri dispositivi come cellulari, iPad o iPhone, grazie alla connessione bluetooth o USB ed alla compatibilità con gli screen reader attualmente utilizzati, rendendo la gestione dei vari dispositivi collegati molto più rapida.
Il secondo, “Winlucy”, è un software gratuito nato nel 2012 per facilitare l’uso del computer ai sordo ciechi, ma che si rivela utile a tutti i minorati visivi che desiderano lavorare in semplicità. L’installazione è molto semplice, funziona con una sintesi vocale propria e con altri filtri ed alcune barre Braille specifiche; consente la gestione di strumenti quali internet, posta elettronica, Skype e di funzionalità come agenda, rubrica, editor di testo e programma per la creazione di file MP3. contiene inoltre alcuni collegamenti utili, come quello per la consultazione degli orari dei treni e per le ricerche nelle pagine bianche, nonché i link ad altri siti. L’aggiornamento è periodico e si effettua con un comando del menù “Funzioni di servizio”, quindi senza l’intervento di esperti.
Dalla soddisfazione e dall’interesse dimostrati dai presenti si è compreso come l’utilizzo delle tecnologie sia ormai alla portata di tutti, anche di coloro che non desiderano servirsi di strumenti complessi, tutto ciò a vantaggio dell’autonomia della persona con disabilità visiva.
(Walter Faes)