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Riabilitazione per ipovedenti:
la domanda è in continuo aumento

(tratto da “Sesto senso” – settembre 2014)

Gli ipovedenti, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, erano 52 milioni nel 1972 e saranno 220 milioni nel 2020. I numeri attestano la diffusione su ampia scala di un fenomeno le cui cause sono dovute principalmente all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della maculopatia, malattia che comporta la perdita della vista da parte degli anziani. Come risposta la Provincia Autonoma di Trento, erogando circa 200 mila euro all’anno di finanziamento, forte del fatto che bloccare o migliorare in alcune situazioni è possibile, ha affidato la gestione della fase riabilitativa alla Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus, che opera nel nuovo centro in Via della Malvasia.
Grazie a particolari tecniche e all’ausilio di numerosi specialisti molti ipovedenti guadagnano acuità visiva che in alcuni casi risulta fondamentale n termini di autonomia della persona. Il responsabile della parte oculistica è il dottor Mauro De Concini, ex primario del reparto di Oculistica dell’Ospedale S. Chiara di Trento, il quale ci spiega: “In reparto ho avuto modo di seguire la parte diagnostica e la cura. Ora mi occupo di questa terza fase di approccio alla malattia. Fino a prima dell’esistenza del Centro i trentini si recavano fuori Provincia, oppure non facevano nulla. Con la realizzazione di questa struttura le cose sono cambiate. Lo scorso anno sono stati seguiti in Via delle Malvasia circa 60 pazienti, ma quest’anno pensiamo di triplicare questi numeri. Grazie ad una moderna tecnica di stimolazione delle cellule retiniche funzionanti in molti casi si aumenta la capacità visiva e si riduce così la disabilità”.
Il Presidente della Cooperativa IRIFOR del Trentino Ferdinando Ceccato aggiunge che “viene fatta un’iniziale valutazione dei pazienti idonei a iniziare un trattamento riabilitativo, a carico dell’Azienda Sanitaria, in quanto l’obiettivo oltre che quello di bloccare la malattia è anche quello di aumentare l’autonomia della persona”.
Il centro, in stretto collegamento con i centri di ricerca del CIMeC (sedi di Rovereto e di Mattarello) e il Polo nazionale I.A.P.B. presso il gemelli di Roma, propone un ciclo di riabilitazione da ripetere più volte nell’arco dell’anno della durata di circa 10 sedute dove il paziente può contare sull’ausilio di strumenti all’avanguardia, come la macchina per la microperimetria, ossia per la valutazione del residuo visivo, unica presente in tutta la Provincia.
(Walter Faes)